Trasporto aereo: quali sono le nuove esigenze dei viaggiatori?

Innanzitutto, comodità e rapidità. Sono questi i principali desiderata espressi dai viaggiatori di tutto il mondo per quanto riguarda i viaggi in aereo. Lo ha reso noto la IATA, Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, che ha presentato i risultati del sondaggio globale sui passeggeri per il 2024.

Tra le altre evidenze, si scopre che i passeggeri manifestano una crescente apertura all’uso dell’identificazione biometrica e alla possibilità di completare alcune procedure prima dell’arrivo in aeroporto.

Pianificazione e prenotazione: verso la digitalizzazione

Secondo Nick Careen, vicepresidente della IATA, i viaggiatori chiedono sempre più flessibilità e trasparenza nella pianificazione del viaggio, con una preferenza per le procedure digitali. Il 71% dei passeggeri prenota infatti i propri viaggi online o tramite app mobile, con il 53% che predilige i siti delle compagnie aeree. Cresce anche l’uso dei portafogli digitali per i pagamenti, preferiti dal 20% degli intervistati.

Inoltre, la vicinanza all’aeroporto è ancora il fattore determinante nella scelta dello scalo di partenza (68%), seguita dalla possibilità di ridurre i tempi di viaggio complessivi (33%) e dal prezzo del biglietto (25%).

Esperienza in aeroporto: più sicurezza, meno attese

I viaggiatori desiderano una maggiore rapidità nelle operazioni in aeroporto. Il 70% degli intervistati ha dichiarato di voler raggiungere il gate d’imbarco entro 30 minuti se viaggia con solo bagaglio a mano, e il 74% si aspetta di non impiegare più di 45 minuti con un bagaglio registrato. La volontà di velocizzare le procedure è tale che l’85% degli intervistati si dice disposto a condividere con le autorità i propri dati di immigrazione in anticipo, mentre il 45% vorrebbe poter completare le pratiche di immigrazione prima di arrivare in aeroporto.

L’identificazione biometrica sta guadagnando consensi: il 46% dei passeggeri ha già utilizzato la biometria ai controlli di immigrazione e l’84% di questi si dichiara soddisfatto. Tuttavia, il 50% manifesta preoccupazione per la protezione dei propri dati, un tema chiave per rendere queste tecnologie più accettabili.

I giovani favorevoli alle soluzioni tecnologiche

La fascia di età sotto i 25 anni si distingue per l’interesse verso soluzioni digitali: il 51% sceglierebbe portafogli digitali per i pagamenti e il 90% si dichiara favorevole all’uso di smartphone per la gestione delle operazioni di viaggio. Anche in tema di identificazione biometrica, il 48% dei giovani preferirebbe questa tecnologia ai tradizionali documenti.

Qual è il futuro del viaggio aereo?  

La IATA, attraverso iniziative come il Modern Airline Retailing, si sta impegnando per migliorare l’esperienza del cliente, garantendo semplicità e sicurezza. L’adozione della biometria e dell’identità digitale non solo faciliterà il viaggio, ma risponderà anche alla crescente domanda di processi rapidi, offrendo benefici tangibili sia ai passeggeri sia alle infrastrutture aeroportuali, sempre più orientate a una gestione efficiente e al passo con l’innovazione.

Italia, 2024: PIL e consumi in crescita più al Sud che al Nord

Nel 2024, i consumi complessivi in Italia superano di circa 17 miliardi di euro i livelli pre-pandemia, ma registrano una crescita limitata rispetto all’anno precedente, attestandosi a un incremento dello 0,5% rispetto all’1% del 2023. Solo in Liguria e Umbria si osserva un leggero miglioramento (+0,7% e +0,4%), mentre nel Molise i consumi rimangono stabili.

Per il PIL nazionale, le stime indicano una crescita dello 0,8% per il 2024, in lieve ribasso rispetto alle previsioni precedenti. Dal punto di vista territoriale, il Mezzogiorno presenta una crescita del PIL doppia rispetto al Nord (+1,2% contro +0,5%), anche se i consumi nel Sud rimangono meno dinamici (+0,4%).

Disparità tra Nord e Sud: PIL pro capite e demografia

Il divario economico tra Nord e Sud rimane significativo. Il PIL pro capite nel Sud è di circa 21.700 euro, contro i 39.800 euro del Nord, creando uno scarto di oltre 18.000 euro. Tale disuguaglianza è aggravata dalla diminuzione della popolazione nel Mezzogiorno, che ha visto una perdita di circa 161.000 unità tra il 2022 e il 2024, mentre il Nord ha guadagnato 125.000 abitanti.

Questo andamento demografico contribuisce a frenare le potenzialità di sviluppo delle regioni meridionali, rendendo ancora più complessa la riduzione del divario economico.

Fragilità del circuito economico: reddito, fiducia e consumi

Dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio emerge che il ciclo economico, basato sulla fiducia dei consumatori e sui redditi disponibili, è in difficoltà. Nonostante l’aumento dell’occupazione, i recenti rinnovi contrattuali e la riduzione dell’inflazione abbiano portato a una maggiore disponibilità economica, ciò non si è tradotto in un incremento consistente dei consumi.

In particolare, il turismo straniero ha fornito un contributo positivo alla domanda in alcune aree, ma l’incremento complessivo della spesa reale per il 2024 resta limitato a mezzo punto percentuale, segnale di una ripresa ancora debole.

La “convergenza” tra Nord e Sud: un percorso lento

Le analisi mostrano che, per ridurre il divario economico tra Nord e Sud, la crescita del PIL pro capite nel Mezzogiorno dovrebbe superare quella del Nord. Tuttavia, il miglioramento nel biennio 2023-2024 è marginale, con una riduzione del divario inferiore ai 350 euro pro capite. Di conseguenza, pur osservando una convergenza parziale, il differenziale resta considerevole e supera i 18.000 euro, evidenziando la necessità di interventi strutturali a favore del Sud.

In conclusione, la situazione economica in Italia nel 2024 risulta complessa e disomogenea, con una crescita del PIL limitata e consumi ancora fragili, specialmente al Sud, dove le problematiche demografiche e strutturali frenano lo sviluppo.

AI: solo l’11% dei CIO la implementa totalmente in azienda

I business stakeholder hanno aspettative molto alte e chiedono tempi più rapidi di implementazione dell’Intelligenza artificiale, ma i rischi sono alti.

L’uso dell’AI sta aumentando rapidamente nelle aziende poiché i decisori aziendali (CIO) ne colgono la grande opportunità. Il 77% dei CIO afferma di avere un ottimo consenso da parte dei dirigenti su valore ed efficacia dell’AI, ma solo l’11% l’ha implementata completamente. In media, tra il 18%-38% in meno rispetto alle controparti nelle altre linee di business.
Il punto critico è sui tempi: per il 68% dei CIO le aspettative sono irragionevoli sul ROI da questa tecnologia. Emerge da un’indagine di Salesforce sullo stato dell’AI nelle aziende.

Dati e sicurezza come precursori

La lentezza con cui vengono sancite strategie e strumenti di AI a livello aziendale può essere attribuita all’attenzione per il lavoro preparatorio che i CIO devono affrontare. Data la natura trasformativa dell’AI, il 67% dei CIO afferma di adottare un approccio più calcolato alla sua implementazione rispetto ad altre tecnologie.
Tra gli ostacoli che bisogna considerare durante l’implementazione dell’AI, i CIO evidenziano quelli legati alla sicurezza e i dati.

Mentre i problemi di sicurezza possono essere affrontati selezionando fornitori con una solida infrastruttura di sicurezza e garanzie di etica e credibilità, da per diversi intervistati in diversi settori garantire che i dati alla base dell’AI siano recenti, di alta qualità e accessibili, può essere una sfida scoraggiante.

Si fatica a identificare le priorità

Riconoscendo che devono mettere in ordine i loro dati prima di poter abbracciare pienamente l’AI, i CIO stanno attualmente allocando, in media, un budget quattro volte superiore per le attività sui dati. Tuttavia, sono incerti su quanto destinare all’AI in questa sua prima fase di vita. Solo il 47% è sicuro di aver allocato la giusta quantità di budget.

Al di là delle sfide legate al rafforzamento delle basi di dati, molti CIO hanno difficoltà a definire dove e come l’AI dovrebbe apparire nelle organizzazioni più ampie.
Ciò è particolarmente vero data la novità dei modelli e la mancanza di comprensione, o addirittura la paura, di questa novità tecnologia nei vari dipartimenti.

Disallineamento tra valore commerciale, entusiasmo e preparazione

Mentre i casi d’uso dell’AI sono più evidenti in alcune aree dell’azienda, quegli stessi reparti potrebbero non essere i più ricettivi o capaci di sfruttarne le potenzialità. Ad esempio, i CIO ritengono che il servizio clienti abbia il maggior numero di casi d’uso, ma anche che sia il meno entusiasta. D’altro canto, il marketing è desideroso di utilizzare l’AI, ma meno preparato a livello di competenze.

Alcuni CIO stanno scoprendo che questo disallineamento tra valore commerciale dell’AI, entusiasmo e preparazione richiede un approccio più ‘chirurgico’ all’implementazione in tutta l’azienda.
Per questo, alcuni CIO trovano più efficace lanciare progetti pilota che ne mettano in mostra le potenzialità, al fine di rendere possibile un’implementazione più ampia. Tanto che il 75% degli intervistati descrive le proprie organizzazioni come in fase sperimentale di adozione.

Consumi: nel carrello della spesa vincono l’italianità e le regioni

Sugli scaffali di supermercati e ipermercati i prodotti che riportano on-pack un claim relativo alla loro italianità restano i principali protagonisti del carrello della spesa. In pratica, i prodotti che hanno in etichetta un claim che richiama il ‘made in Italy’, come, ad esempio, ‘100% italiano’ o ‘prodotto in Italia’, o un’indicazione geografica europea o l’immagine della bandiera italiana, rappresentano il 27,7% delle oltre 139 mila referenze analizzate dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, e contribuiscono per il 28,3% al giro d’affari totale dei supermercati e degli ipermercati.

Italiani sì, ma anche regionali: sono infatti 10.420 i prodotti alimentari venduti tramite il canale della grande distribuzione organizzata sulle cui confezioni è indicata la regione di riferimento.

In calo i volumi ma non il giro d’affari

A quanto emerge dalla analisi del quindicesimo Osservatorio Immagino nel canale dei supermercati e ipermercati l’ampio paniere dei 26.516 prodotti che richiamano la loro italianità in etichetta nel 2023 ha perso però il 4,5% dei volumi rispetto all’anno precedente. Al contrario, il loro giro d’affari è cresciuto del +7,4%, superando gli 11,3 miliardi di euro.

E se l’indicatore di italianità più utilizzato è la bandiera tricolore, presente su 15.433 prodotti, quello con la maggiore crescita annua è il bollino Dop.

Il bollino Dop è l’unico che aumenta le vendite

Il bollino che riporta la Denominazione di origine controllata ha infatti messo a segno un +9,1% rispetto al 2022, arrivando a 716 milioni di euro di sell-out, ed è anche l’unico degli otto claim monitorati ad aver registrato un aumento delle vendite in volume (+1,6%).

Nel 2023 l’affollato paniere con l’indicazione della regione di provenienza ha registrato un +5,2% a valore (superando i 3 miliardi di euro) e un -3,7% a volume.
Tutti i panieri regionali hanno aumentato il loro giro d’affari, con crescite a doppia cifra per Molise (+17,3%), Puglia, Sardegna, Valle d’Aosta e Basilicata. Di queste, Molise, Basilicata, Valle d’Aosta e Puglia hanno accresciuto anche le vendite a volume.

In testa il Trentino-Alto Adige con oltre 406 milioni di euro fatturati

Per quanto riguarda il fatturato totale, la classifica delle regioni in etichetta vede confermato il podio dell’anno precedente. Al primo posto ancora il Trentino-Alto Adige, con oltre 406 milioni di euro di giro d’affari, seconda posizione er la Sicilia e terza per il Piemonte.

L’analisi dettagliata dell’italianità e la classifica completa delle regioni in etichetta sono disponibili nella quindicesima edizione dell’Osservatorio Immagino, scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.

Colloquio di lavoro: le “dritte” per trasformare l’ansia in opportunità

È normale essere ansiosi prima di un colloquio di lavoro, ma se prende il sopravvento rischia di compromettere la sicurezza necessaria per affrontare la situazione. Al contrario, se gestita bene può diventare una preziosa alleata.
InfoJobs ha preparato un vademecum di 5 consigli pratici per trasformarle l’ansia in una risorsa: informarsi bene sull’azienda, vestirsi adeguatamente, fare le domande giuste, enfatizzare le soft skills e prestare attenzione alla postura e al linguaggio del corpo.

Di fatto, per affrontare un colloquio con successo, è essenziale comprendere a fondo l’azienda per cui ci si sta candidando, ovvero, ‘andare oltre’ sito web e pagine social aziendali. Conoscerne storia, missione, valori e i principali progetti in corso permette di rispondere in modo più specifico alle domande. E dimostra al recruiter che il candidato è sinceramente interessato e motivato.

Quando l’abito fa il monaco

L’abbigliamento è cruciale per una prima impressione positiva. È importante adattare il proprio look alla cultura e al settore dell’azienda. In un contesto professionale, un abbigliamento formale è spesso più consigliato, mentre in ambienti più creativi potrebbe essere accettabile un look più casual, ma sempre curato. La scelta di un abbigliamento appropriato dimostra rispetto per l’azienda e comunica serietà e attenzione ai dettagli.
Preparare domande è invece fondamentale per dimostrare non solo interesse per il ruolo e l’azienda, ma anche per capire se quel lavoro è effettivamente adatto. Dopo tutto, la decisione non è solo dell’azienda.

È utile porre domande che indaghino la cultura aziendale, il team, il responsabile e le opportunità di crescita professionale. Chiedere informazioni su come l’azienda affronta le sfide del settore o quali sono le aspettative per il ruolo permette al candidato di capire se l’azienda è in linea con i propri valori e obiettivi professionali.

Mettere bene in evidenza le soft skills

Quando si parla delle proprie esperienze, è importante non limitarsi a elencare le competenze tecniche (hard skill).
Le soft skill, come spirito d’iniziativa, mentalità creativa, pensiero critico, leadership, gestione del tempo e intelligenza emotiva e sociale sono altrettanto importanti.

I candidati dovrebbero evidenziare come hanno sviluppato queste competenze attraverso progetti universitari, esperienze scolastiche, volontariato o eventi quotidiani. Portare al recruiter esempi concreti aiuta a illustrare come le soft skill siano state applicate nella pratica, rendendo il candidato più credibile e convincente.

Comunicare sicurezza e sincerità con il linguaggio del corpo

La postura, il linguaggio del corpo e il modo di interagire durante un colloquio comunicano molto più di quanto si possa immaginare.
Un ottimo biglietto da visita è sorridere mostrandosi ben disposti alla conoscenza del selezionatore, nonché lieti di essere stati scelti come possibili candidati ad entrare a far parte dell’azienda.

È poi fondamentale mantenere una postura composta, che trasmetta fiducia e interesse.
Il contatto visivo regolare dimostra coinvolgimento e sincerità, mentre un ascolto attivo, evidenziato da cenni di assenso e risposte puntuali, mostra rispetto e attenzione.

Gen Z e affettività: cosa vorrebbero sapere i giovanissimi?

Webboh Lab, il primo osservatorio permanente dedicato alla Generazione Z, nato dalla collaborazione tra Webboh e l’istituto di ricerca Sylla, ha condotto uno studio in collaborazione con Farmitalia. Attraverso un sondaggio online, che ha coinvolto 500 giovani italiani tra i 14 e i 17 anni, l’obiettivo era delineare le conoscenze, i dubbi e le percezioni dei ragazzi in tema di sessualità e contraccezione.

I risultati hanno mostrato come i giovani siano sensibili a queste tematiche e desiderino un’educazione sessuale priva di tabù e con maggior chiarezza.

Le fonti di informazione preferite

I dati raccolti rivelano che i giovanissimi si informano principalmente tramite amici (53,4%) e social media (46%). La scuola e il web seguono con percentuali rispettivamente del 43,2% e del 40,4%. La famiglia è solo al quinto posto con il 27,6%, mentre i professionisti come medici o consultori sono consultati solo dal 5,6% dei giovani.

L’importanza dell’educazione sessuale a scuola

L’educazione sessuale nelle scuole è considerata cruciale dagli intervistati. I ragazzi vorrebbero che si desse maggiore spazio a temi importanti, come le malattie sessualmente trasmissibili (8,47 su 10), le relazioni e il consenso (8,40 su 10), i metodi contraccettivi (7,81 su 10) e l’anatomia del corpo umano (7,78 su 10). C’è quindi una chiara richiesta di un maggiore impegno scolastico su questi argomenti.

Proposte per migliorare l’approccio all’affettività

La ricerca evidenzia anche alcune possibili iniziative per migliorare il modo in cui viene trattata la sessualità. Oltre a un maggiore coinvolgimento della scuola (8,36 su 10), gli intervistati hanno suggerito servizi di consulenza (7,87 su 10), dialoghi con adulti (7,59 su 10) e accesso a risorse online affidabili (7,49 su 10).

La conoscenza dei metodi contraccettivi

Il metodo contraccettivo più noto è il preservativo (98,2%), seguito dalla pillola anticoncezionale (88,4%). Meno conosciuti sono la spirale (49,3%) e il coito interrotto (17%). Per quanto riguarda la contraccezione d’emergenza, il 44,2% dei giovani ha familiarità con questo concetto, con l’86% che conosce la pillola del giorno dopo e il 41,8% quella dei 5 giorni dopo.

Un approccio integrato 

La ricerca suggerisce la necessità di un approccio più integrato all’educazione sessuale, che includa non solo la scuola, ma anche servizi di consulenza e il coinvolgimento delle famiglie.

Quali sono i grandi brand più colpiti dal phishing?

Una recente ricerca di Kaspersky, che ha esaminato 25 grandi aziende globali, ha rivelato che Google, Facebook e Amazon sono i marchi più frequentemente presi di mira dagli attacchi di phishing. Questo tipo di attacco, finalizzato al furto di credenziali e dati sensibili, è aumentato di quasi una volta e mezzo rispetto all’anno precedente.

Durante il primo semestre del 2024, gli utenti hanno tentato di accedere a siti fraudolenti che imitavano questi brand quasi 26 milioni di volte, segnando un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli esperti attribuiscono questo aumento non solo alla maggiore aggressività dei cybercriminali, ma anche all’intensificazione degli sforzi per rubare dati personali e denaro.

I colossi sotto attacco  

Google è stato il marchio più colpito, con oltre 4 milioni di tentativi di phishing bloccati dalle soluzioni di sicurezza di Kaspersky. I criminali informatici cercano spesso di sottrarre credenziali di accesso a Google per poter accedere a una serie di altri servizi collegati. Al secondo posto si trova Facebook, con circa 3,7 milioni di tentativi di phishing, seguito da Amazon con circa 3 milioni. Microsoft e DHL completano la lista dei primi cinque marchi bersagliati, con rispettivamente 2,8 e 2,6 milioni di attacchi. Altri marchi noti, come PayPal, Mastercard, Apple, Netflix e Instagram, sono anch’essi tra i primi dieci obiettivi dei cybercriminali.

Minacce sempre più insistenti 

Alcuni marchi hanno visto un incremento significativo degli attacchi rispetto all’anno precedente. Gli attacchi contro Google sono aumentati del 243%, mentre quelli contro Mastercard sono cresciuti del 210%. Anche Facebook e Netflix hanno registrato un raddoppio degli attacchi. Olga Svistunova, Security Expert di Kaspersky, ha sottolineato come il phishing sia particolarmente efficace contro Google, dato che l’accesso a un account Gmail può aprire la porta a molti altri servizi.

Gli attacchi contro Mastercard, invece, sono probabilmente aumentati a causa della diffusione di negozi online falsi che offrono opzioni di pagamento con carte Mastercard.

Come strutturare un piano di difesa

Mentre alcuni brand come Microsoft e DHL hanno registrato un calo dei tentativi di phishing, attribuito a una maggiore consapevolezza digitale nelle organizzazioni, altri marchi hanno visto un aumento significativo degli attacchi. HSBC, ad esempio, ha notato un incremento di otto volte nel numero di tentativi di phishing, mentre eBay ha registrato un aumento di tre volte. Anche Airbnb, American Express e LinkedIn hanno segnalato un aumento dei tentativi di phishing rispettivamente del 174%, 137% e 122%.

Come proteggere il proprio brand 

Sebbene i marchi più noti siano i primi bersagli dei cybercriminali, anche le piccole e medie aziende possono essere prese di mira. Per proteggere il proprio brand, Kaspersky consiglia di monitorare regolarmente la presenza online sui motori di ricerca, social media e marketplace. È utile affidarsi a un fornitore di cybersicurezza per individuare tempestivamente i tentativi di phishing.

È importante anche informare i propri clienti sui canali di comunicazione ufficiali e sui rischi di phishing, specialmente per le aziende del settore finanziario o altri ambiti sensibili. In caso di phishing, raccogliere dettagli sui siti fraudolenti e segnalarli immediatamente alle autorità competenti. Incoraggiare inoltre i clienti a segnalare attività sospette può aiutare a identificare e neutralizzare le minacce rapidamente.

Stress management: i consigli per trasformare lo stress in energia positiva

Gestire lo stress non è solo una raccomandazione, ma una skill sempre più necessaria e richiesta nel mondo del lavoro. Per questo, Cegos ha individuato alcune Best Practice per trasformare lo stress da leva negativa a punto di forza.

La prima è quella di rilassarsi per contrastare la pressione, magari attraverso tecniche benefiche fisiche o mentali, mentre la seconda è riconoscere i fattori di tensione da digitalizzazione. La costante reperibilità e il sovraccarico di informazioni possono infatti causare stress. Identificare le fonti di tensione, cercando maggior equilibrio e supporto fra colleghi, può migliorare benessere generale e produttività.

Lo stress è una tensione fisica e mentale che non è necessariamente negativa. Anzi, può fungere da catalizzatore e motivare ad affrontare le sfide, migliorare le prestazioni e aumentare la mental agility. Questa dimensione positiva prende il nome di ‘eustress’, mentre la connotazione negativa nello stress è chiamata ‘distress’, e a lungo termine può danneggiare l’individuo.

Lasciare la “to do list” in ufficio

Secondo Cegos, si può allenare la propria resistenza psicologica alle difficoltà per trarne energia positiva. Tecniche specifiche aiutano anche a capitalizzare il passato, guardare al futuro con ottimismo e gestire la vita in modo più positivo.
Tra i primi obiettivi da porsi, vi è quello di lasciare la ‘lista delle cose da fare’ in ufficio, tracciando una linea di demarcazione chiara tra vita professionale e privata.

Stare insieme alla famiglia è considerato un efficace antistress, e mantenere le connessioni sociali, insieme all’attività fisica, è uno dei modi migliori per rilassarsi. Accortezze come introdurre pause dal cellulare o informare il team sulle fasce orarie in cui si può essere reperibili, consentono di pianificare meglio le proprie attività e vivere pienamente il tempo che si dedica agli affetti.

Imparare a dire no per evitare sprechi di tempo

Lo smartworking ha ridotto il tempo per recarsi in ufficio e ha permesso ai lavoratori di gestire meglio il proprio work-life balance. Tuttavia, questa possibilità richiede una certa disciplina per mantenere un confine ben delineato tra lavoro e privato.

Attività ludiche e sportive possono poi aiutare a calmare i nervi e i pensieri negativi. È importante, però, avere anche periodi di riposo e divertimento: noia e inazione stimolano la creatività, fondamentale per risolvere problemi quotidiani più o meno complessi.
Inoltre, l’organizzazione del time management aiuta a pianificare appuntamenti privati e professionali, riducendo la pressione. Sapere quando dire ‘no’ contribuisce a evitare sprechi di tempo e godersi quello libero.

Il pericolo del bore-out

Quando si è stanchi di non essere adeguatamente riconosciuti e ricompensati è importante richiedere un confronto chiarificatore con i superiori. Anche svolgere attività inferiori al proprio potenziale può essere pericoloso quanto lo stress costante. Questo fenomeno, noto come bore-out, può causare insoddisfazione, svogliatezza e depressione.

Ultimo consiglio, riporta Adnkronos: è importante condividere esperienze con persone che la pensano allo stesso modo, o disposte a capitalizzare eventuali divergenze di pensiero, per identificare i momenti di stress e trovare soluzioni costruttive. Evitando lamentele, e avendo sempre l’obiettivo di migliorare il proprio benessere, si contribuisce a un ambiente di lavoro più positivo e produttivo per tutti.

Mercato del lavoro: i contratti previsti a luglio e nei mesi estivi dalle imprese

Sono oltre 507mila i contratti di assunzione offerti dalle imprese a luglio, e 1,3 milioni nel trimestre luglio-settembre. La domanda di lavoro risulta in contrazione di circa 78mila contratti rispetto a luglio 2023 (-13,3%) e -156mila per il corrispondente trimestre 2023 (-10,6%).

Nel complesso, l’industria ha in programma di assumere circa 135mila profili nel mese (-15mila, -9,8% rispetto al 2023) e 371mila nel trimestre (-34mila, -8,3%). Il comparto del manifatturiero, in particolare, ricerca circa 88mila lavoratori nel mese e 236mila nel trimestre.
A delineare lo scenario del mercato del lavoro nel mese di luglio 2024 è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’offerta dei vari settori

Le industrie della meccatronica ricercano 21mila lavoratori nel mese e 59mila nel trimestre, seguite dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (20mila, 48mila) e da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (15mila, 42mila).

In calo anche la domanda di lavoro proveniente dal comparto delle costruzioni, che si attesta su quasi 47mila assunzioni a luglio (-10mila, -18,2%) e circa 135mila nel trimestre (-23mila,-14,8%).
Sono invece 373mila i contratti di lavoro offerti dal settore dei servizi nel mese in corso (-63mila, -14,5%) e circa 949mila quelli previsti tra luglio-settembre (-122mila, -11,4%).

Mancano candidati o non sono preparati

Nonostante la flessione (-45mila nel mese e -86mila nel trimestre) è il turismo a offrire le maggiori opportunità di impiego, con circa 125mila lavoratori ricercati nel mese e 265mila nel trimestre. Numerose anche le opportunità di lavoro offerte dal commercio (69mila, 180mila) e dai servizi alle persone (60mila, 185mila). 

Le imprese dichiarano però difficoltà di reperimento per oltre 245mila assunzioni a luglio (48,4% del totale), confermando come causa prevalente la ‘mancanza di candidati’ (32,3%) o la ‘preparazione inadeguata’ (12,7%).
I gruppi professionali con mismatch più elevato sono gli operai specializzati (65,7%), le professioni tecniche (54,3%), i dirigenti e le professioni intellettuali, scientifiche e con elevata specializzazione (51,1%).

In Lombardia -10mila assunzioni programmate

Nel mese, a livello territoriale, sono in calo di oltre 24mila unità le assunzioni programmate dalle imprese del Centro e di circa 24mila unità per quelle del Nord-Est.
Tra le regioni che registrano le più ampie flessioni, Lombardia (-10mila), Toscana (-9mila), Veneto ed Emilia-Romagna (entrambe circa -9mila) e Lazio (oltre -8mila).

In calo rispetto allo scorso anno lanche a domanda di lavoratori immigrati, con circa 97mila ingressi programmati nel mese (19,0% del totale).
Il tempo determinato si conferma la forma contrattuale maggiormente proposta (304mila unità, 59,9% del totale), seguiti dai contratti a tempo indeterminato (92mila, 18,1%, +1,5% vs luglio 2023). 

Saldi estivi: come fare affari senza brutte sorprese?

Si è aperta ufficialmente la stagione estiva della caccia ai saldi. Ma, per fare acquisti davvero convenienti è bene non farsi prendere dalla frenesia del momento, e fare attenzione ad alcune semplici regole per prevenire brutte sorprese. Altroconsumo ha condiviso alcuni consigli utili per fare acquisti (fisici e online) a prezzi scontati di capi di abbigliamento, dalle scarpe all’intimo, passando per i ‘must have’ della stagione.

Innanzitutto, il consiglio è di avere fatto un giro tra i negozi qualche giorno prima della data di inizio dei saldi. Ciò avrebbe permesso di capire cosa acquistare, ed essere sicuri che al momento del saldo merce e prezzo siano stati veramente scontati.

Provare sempre i vestiti prima di comprarli

Altro consiglio: si devono sempre provare i capi da acquistare. Nonostante i negozianti non siano obbligati a permettere la prova, è sempre meglio verificare la vestibilità.
Un altro punto fondamentale riguarda le etichette. È bene evitare di acquistare capi d’abbigliamento privi di etichette di composizione e manutenzione. Queste informazioni sono cruciali per sapere come trattare il tessuto, sia per la pulizia a secco sia per il lavaggio in acqua, evitando così di danneggiare il capo.

E bisogna tenere conto del fatto che il cambio dei prodotti non difettati è a discrezione del negoziante. Prima di acquistare, bisogna quindi informarsi sulle politiche di reso e di garanzia. Infatti, anche i prodotti in saldo sono soggetti a specifiche politiche di garanzia.

I prezzi esposti vincolano il venditore

Per evitare confusione e acquisti non desiderati, la merce in saldo deve essere esposta separatamente da quella non scontata.
Se questa regola non viene rispettata, il consumatore può segnalare l’irregolarità alla polizia municipale.

Per assicurarsi di acquistare capi realmente scontati, inoltre, è bene fare attenzione a come vengano applicate le giuste regole su prezzi e modalità di pagamento. I prezzi esposti vincolano il venditore: se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, è opportuno segnalarlo al negoziante e non esitare, in caso di problemi, a far intervenire la polizia municipale.

I pagamenti digitali devono essere accettati

Ricordarsi poi che dal 2022 chi non accetta pagamenti con bancomat e carte di credito può essere sanzionato con 30 euro di multa a cui si aggiunge una quota pari al 4% del valore della transazione rifiutata.

Il negoziante è quindi tenuto ad accettare i pagamenti digitali anche in periodo di saldi.
Non è poi possibile aumentare prezzi per pagamenti effettuati con carta, e non possono essere applicate commissioni aggiuntive.