Category Archives: Consigli

Bando Nuova Impresa: 9,9 milioni di euro per rilanciare l’economia lombarda

Grazie al rifinanziamento del bando Nuova Impresa di Regione Lombardia, gestito dalle Camere di Commercio lombarde, per le imprese e i professionisti di nuova costituzione ci sono importanti novità. Salgono a 9,9 milioni gli euro a disposizione delle imprese, e dal 4 aprile possono presentare la domanda anche i lavoratori autonomi, le partite IVA, nuove aziende e professionisti. Regione Lombardia e il Sistema Camerale lombardo promuovono infatti la nuova edizione del bando Nuova Impresa per sostenere l’avvio di nuove imprese lombarde e l’autoimprenditorialità. E rilanciare l’economia lombarda anche per il 2022.

Al contributo possono accedere anche lavoratori autonomi con partita IVA

Il bando mette quindi a disposizione quasi 10 milioni di euro per cofinanziare le spese per la costituzione e l’avvio di nuove imprese e partite IVA, acquistare beni strumentali, software e hardware, coprire canoni di locazione e coprire le spese generali e di comunicazione. Il contributo a fondo perduto è del 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo erogabile di 10.000 euro, per spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2022.
Le tipologie di nuove aziende ammissibili comprende ora anche i lavoratori autonomi con partita IVA individuale, oltre alle micro, Piccole e medie imprese lombarde del settore commercio, terziario, manifatturiero, e le imprese artigiane dei medesimi settori costituite a partire dal 1° gennaio di quest’anno, e che lo faranno anche nei prossimi 12 mesi.

“La Regione sostiene chiunque decida di aprire una nuova attività”
“Abbiamo deciso di strutturare questa misura dedicata ai lombardi che vogliono intraprendere una nuova sfida imprenditoriale – ha affermato l’assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi -. La Regione sostiene e continuerà a sostenere chiunque decida di aprire una nuova attività in Lombardia sin dall’inizio della propria sfida. Vogliamo continuare a essere la casa delle idee”.
Secondo il Presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio  “Continua l’impegno congiunto di Regione e Camere di Commercio lombarde per favorire la creazione di nuove imprese e sostenerne la vitalità. Questo strumento di sostegno proseguirà fino ai primi mesi dell’anno prossimo così da incoraggiare adeguatamente anche le future iniziative imprenditoriali nella nostra regione”.

La domanda può essere presentata esclusivamente in modalità telematica

Le domande possono essere presentate esclusivamente in modalità telematica con firma digitale dalle ore 14.00 del 4 aprile fino alle ore 12.00 del 31 marzo 2023, tramite il sito webtelemaco.infocamere.it. Il testo completo del bando e le istruzioni per profilarsi e compilare la domanda sono disponibili sul sito di Unioncamere Lombardia.

Come funziona una caldaia a condensazione?

Sicuramente la caldaia è uno dei dispositivi più importanti di casa, uno di quelli che è possibile definire irrinunciabili. Senza la caldaia infatti, viene a mancare buona parte del comfort percepito tra le mura domestiche.

La caldaia ha infatti il nobile compito di riscaldare l’acqua che adoperiamo ogni giorno ad esempio per fare la doccia o semplicemente per lavare le mani, così come fornire l’acqua calda necessaria ai termosifoni per potersi riscaldare e consentirci di non patire il freddo in inverno.

Ecco dunque che la caldaia riveste per questo un ruolo veramente prezioso nell’economia del comfort domestico, un dispositivo di quelli che, quando non funzionano, ce ne accorgiamo presto.

Da qualche anno sul mercato a tal proposito sono arrivate le nuove caldaie a condensazione, che stanno lentamente sostituendo quelle normali.

Queste nuove caldaie offrono dei vantaggi non indifferenti che andremo ad esaminare in questo articolo. Quali vantaggi, riguardano sia l’aspetto economico che quello ambientale.

Il funzionamento di una caldaia a condensazione

Come funziona una caldaia a condensazione? Per rispondere a questa domanda è necessario premettere che una caldaia di questo tipo funziona grazie a dei materiali che sono molto più resistenti di quelli presenti nelle caldaie tradizionali.

La condensa ha infatti molto spesso un PH che può anche superare la soglia del 4,5 e che è in grado di corrodere tubature ed elementi vari. In particolar modo, l’acqua viene riscaldata per mezzo di un ingegnoso bruciatore cosiddetto a premiscelazione, che consente di emettere una quantità inferiore di monossido di carbonio aumentando l’efficienza della caldaia.

Inoltre i fumi di scarico vengono espulsi mediante un ventilatore che è posizionato in alto. Inoltre, la condensa prodotta viene poi convogliata e raccolta all’interno di un apposito pozzetto.

Bisogna aggiungere che il calore che si genera dalla combustione viene adoperato per riscaldare l’acqua, evitando anche di andare a disperdere inutilmente del calore durante l’emissione dei fumi di scarico.

Dunque questo tipo di caldaia si chiama “a condensazione” proprio perché è già il calore proprio dei fumi e del vapore acqueo che riveste un ruolo primario nell’ottenimento e gestione del calore.

Ecco dunque in sintesi spiegato il funzionamento di una caldaia a condensazione, che è profondamente diverso da quello di una caldaia tradizionale.

Conviene installare una caldaia a condensazione?

Sicuramente installare una caldaia a condensazione conviene, e comporta tutta una serie di vantaggi. Primo tra tutti sicuramente quello di riuscire a diminuire i consumi ed ottenere un concreto risparmio sulla bolletta del gas.

Certamente il costo di acquisto è leggermente più alto rispetto le vecchie caldaie tradizionali, ma grazie al risparmio in bolletta è possibile pensare di rientrare nell’arco di qualche mese dall’investimento.

Da considerare inoltre, aspetto questo non assolutamente secondario, che le caldaie a condensazione garantiscono un impatto ambientale decisamente minore grazie a temperature più basse rispetto a quella delle caldaie tradizionali.

Le caldaie tradizionali infatti hanno dei fumi la cui temperatura raggiunge 120 gradi, mentre quelli delle caldaie a condensazione non superano i 60 gradi.

Conclusione

Una caldaia a condensazione è dunque la scelta ideale se hai deciso di risparmiare sulla bolletta del gas e tenere in maggior considerazione la situazione relativa all’inquinamento e dunque alla salute del pianeta.

Se la tua caldaia tradizionale è ormai obsoleta, se questa presenta dei problemi o se per qualsiasi altro motivo stai pensando di effettuare la sostituzione caldaia, fai bene a scegliere un modello a condensazione per usufruire a lungo termine di tutti i suoi vantaggi.

Fine anno senza pericoli per salute e bilancia: i consigli degli esperti

Noi italiani amiamo festeggiare, ogni occasione è buona per ritrovarci insieme con amici e parenti e condividere a tavola le bontà della nostra tradizione gastronomica. Questo rito, inoltre, è particolarmente sentito durante le festività di Natale, Santo Stefano e Capodanno, dove si cucina come se non ci fosse un domani. Bene, anche quest’anno – in cui i ritrovi numerosi sono stati sconsigliati a causa dell’emergenza sanitaria – quasi nessuno ha voluto rinunciare al piacere di cucinare e mangiare le specialità delle ricorrenze. Meno commensali, quindi, ma non meno portate.

Le dritte salvalinea dei medici Aigo

Per festeggiare come si deve, ma senza però attentare alla linea e alla salute, ci sono i consigli di di AIGO – Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri, che indicano come concedersi le gioie delle convivalità senza doverle pagare sulla bilancia. Focus innanzitutto sull’alcol, ricco di zuccheri. Nessuno vieta il tradizionale brindisi, però bisogna ricordare che negli uomini la dose massima giornaliera è di 1-2 bicchieri di vino, mentre nelle donne di 1 bicchiere. Anche nei soggetti sani l’alcol può causare pure in dosi moderate sintomi da reflusso o bruciore, in presenza di patologia serve particolare prudenza. Il paziente con malattia di fegato non dovrebbe assumere bevande alcoliche, mentre il paziente con disturbi funzionali, come intestino irritabile, può concedersi un brindisi. La cosa più importante che spesso manca nelle tavole delle feste è l’acqua. Quindi, sì a un brindisi, ma uno solo!

Limitare grassi, zuccheri e “cattive” abitudini

Le ricette della tradizione sono buonissime, si sa. Ma sono spesso più ricche di grassi animali e zuccheri, elementi che possono favorire disturbi come cattiva digestione, gonfiore addominale, reflusso gastroesofageo, essendo difficilmente digeribili anche per le persone in buona salute. Senza demonizzare le nostre eccellenze gastronomiche, è bene tenere presente che in alcune persone con difficoltà nell’assorbimento del lattosio, prodotti caseari freschi, creme e intingoli possono favorire alcuni disturbi. Quindi, spazio anche a tante verdure sulla tavola e addio invece alle cattive abitudini, come ad esempio mangiare troppo velocemente, fumare tra una portata e l’altra o sdraiarsi sul divano subito dopo il pasto. Un po’ di movimento farà sicuramente bene alla salute e anche all’umore. No anche allo stress, compagno di molti in questi mesi difficili: pranzi più leggeri aiutano inoltre a non aggravarne gli effetti.

Curriculum vitae, vietato sbagliare: ecco cosa inserire e cosa evitare

Il curriculum vitae è il nostro primo biglietto da visita quando vogliamo approcciare un’azienda, un responsabile delle risorse umane o un cacciatore di teste se vogliamo trovare o cambiare lavoro. In sintesi, si tratta di un documento importantissimo, che può fare la differenza fra l’ottenere un colloquio e una potenziale assunzione o invece finire cestinato. Per questo è vietato sbagliare: ecco i consigli degli esperti di InfoJobs, la piattaforma specializzata nella ricerca di lavoro online, per non farsi cogliere impreparati all’appuntamento con un possibile cambio vita professionale. La prima dritta, che può sembrare banale, è quella di averlo, il cv: innanzitutto va redatto e poi periodicamente aggiornato, seguendo qualche facile indicazione per poter emergere in fase di selezione. 

Gli elementi da valorizzare…

I responsabili delle risorse umane sono attenti anche ai dettagli. Prima di tutto, nel cv perfetto vanno inserite in modo analitico tutte le esperienze maturate, anche quelle parallele al lavoro: si sta frequentando un corso? Si svolge un’attività nel tempo libero che ci ha fatto sviluppare competenze relazionali? Ecco, vanno inserite. Allo stesso modo, andrebbero evidenziate le hard e soft skills, a maggior ragione se corrispondono alle richieste dell’offerta. E’ sempre opportuno dare il giusto valore anche al lavoro che si vorrebbe lasciare, descrivendo noi stessi in quel ruolo e il valore aggiunto che abbiamo portato. Infine, la lettera di accompagnamento va preparata con cura, al fine di valorizzarci e di farci conoscere, inserendo ciò che non trova spazio nel cv ma potrebbe essere prezioso per il selezionatore.

… e quelli da evitare

Ci sono poi degli aspetti che non andrebbero inseriti, oppure “ribaltati” a nostro favore. Ad esempio se nel nostro percorso lavorativo c’è un vuoto temporale, questo andrebbe riempito con le altre attività che abbiamo svolto in quel periodo. Per emergere fra la massa dei candidati, inoltre, il cv non dovrebbe essere standard, bensì personalizzato a seconda dell’interlocutore, in modo da adattare la descrizione di esperienze e competenze in base al ruolo per il quale ci si propone. Bocciato senza appello anche un linguaggio prolisso, così come uno eccessivamente sintetico: diciamo quello che serve in maniera chiara e completa, cercando di essere specifici ma comprensibili. No anche all’autocelebrazione e sopratutto no a espressioni gergali o a inglesismi inutili: il nostro modo di scrivere è importante e deve servire a presentarci nel modo migliore. Infine, occorre tenere bene a mente l’obiettivo, che è riuscire a farci scegliere!