Nonostante i progressi nell’adozione dell’AI, i dati della nuova edizione dell’AI Diffusion Report (Global AI Adoption in 2025 – A Widening Digital Divide) di Microsoft AI Economy Institute mostrano un divario crescente.
Nel secondo semestre 2025 il Report evidenzia una crescita globale dell’adozione dell’Intelligenza artificiale pari all’1,2%, portando circa il 16% della popolazione mondiale a utilizzare strumenti di AI generativa.
Ma l’utilizzo dell’AI da parte del Nord del mondo è cresciuta quasi il doppio rispetto al Sud, ovvero, i Paesi in via di sviluppo, stabilendo un gap di 10,6 punti percentuali.
Di conseguenza, ora il 24,7% della popolazione in età lavorativa nel Nord del pianeta utilizza questi strumenti, rispetto a solo il 14,1% della popolazione del Sud.
Una geografia dell’innovazione asimmetrica
In questo scenario, la leadership resta saldamente nelle mani di Paesi che hanno investito precocemente in infrastrutture e competenze.
Gli Emirati Arabi Uniti si confermano al primo posto, con un tasso del 64% di adozione, seguiti da Singapore al 60,9%.
In Europa, nazioni come Norvegia, Irlanda, Francia e Spagna mantengono posizioni di rilievo nel ranking globale.
Gli Stati Uniti, leader nelle infrastrutture di AI e nello sviluppo di modelli di frontiera, sono scesi dal 23° al 24° posto tra la popolazione in età lavorativa, con un tasso di utilizzo del 28,3%.
La Corea del Sud rappresenta il caso di crescita più rilevante del semestre, scalando sette posizioni (dal 25° al 18° posto). Con un incremento del 4,8% in soli sei mesi, il Paese ha beneficiato di politiche governative mirate e dell’ottimizzazione dei modelli nella lingua locale.
I casi di successo: Corea del Sud e il fenomeno DeepSeek
L’AI generativa i Corea del Sud ora viene utilizzata nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei servizi pubblici, e il Paese è diventato uno dei mercati in più rapida crescita per ChatGPT, portando OpenAI ad aprire un ufficio a Seul.
Parallelamente, il 2025 ha segnato l’ascesa di DeepSeek.
Grazie a una licenza open source e alla gratuità del servizio chatbot, questo modello di AI ha guadagnato terreno in mercati storicamente meno serviti dai provider tradizionali o soggetti a restrizioni, come Cina, Russia, Iran e diversi Paesi africani.
L’ascesa di DeepSeek evidenzia come l’accessibilità finanziaria e tecnica sia un driver fondamentale per la diffusione tecnologica.
Il mercato italiano mostra segnali di consolidamento
Nel corso del secondo semestre 2025 l’adozione dell’Intelligenza artificiale in Italia è cresciuta di 2 punti percentuali, passando dal 25,8% al 27,8% del semestre precedente.
Sebbene il dato sia superiore alla media di crescita globale, resta la sfida di integrare tali strumenti in modo capillare nel tessuto produttivo e scolastico per mantenere la competitività internazionale.
La prossima ondata di diffusione a livello globale dipenderà dalla capacità dei sistemi di ridurre le barriere d’ingresso. La sfida per il prossimo anno sarà infatti garantire che l’innovazione non accentui le disuguaglianze esistenti, mantenendo un focus rigoroso su etica e sicurezza.