Sugli scaffali di supermercati e ipermercati i prodotti che riportano on-pack un claim relativo alla loro italianità restano i principali protagonisti del carrello della spesa. In pratica, i prodotti che hanno in etichetta un claim che richiama il ‘made in Italy’, come, ad esempio, ‘100% italiano’ o ‘prodotto in Italia’, o un’indicazione geografica europea o l’immagine della bandiera italiana, rappresentano il 27,7% delle oltre 139 mila referenze analizzate dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, e contribuiscono per il 28,3% al giro d’affari totale dei supermercati e degli ipermercati.
Italiani sì, ma anche regionali: sono infatti 10.420 i prodotti alimentari venduti tramite il canale della grande distribuzione organizzata sulle cui confezioni è indicata la regione di riferimento.
In calo i volumi ma non il giro d’affari
A quanto emerge dalla analisi del quindicesimo Osservatorio Immagino nel canale dei supermercati e ipermercati l’ampio paniere dei 26.516 prodotti che richiamano la loro italianità in etichetta nel 2023 ha perso però il 4,5% dei volumi rispetto all’anno precedente. Al contrario, il loro giro d’affari è cresciuto del +7,4%, superando gli 11,3 miliardi di euro.
E se l’indicatore di italianità più utilizzato è la bandiera tricolore, presente su 15.433 prodotti, quello con la maggiore crescita annua è il bollino Dop.
Il bollino Dop è l’unico che aumenta le vendite
Il bollino che riporta la Denominazione di origine controllata ha infatti messo a segno un +9,1% rispetto al 2022, arrivando a 716 milioni di euro di sell-out, ed è anche l’unico degli otto claim monitorati ad aver registrato un aumento delle vendite in volume (+1,6%).
Nel 2023 l’affollato paniere con l’indicazione della regione di provenienza ha registrato un +5,2% a valore (superando i 3 miliardi di euro) e un -3,7% a volume.
Tutti i panieri regionali hanno aumentato il loro giro d’affari, con crescite a doppia cifra per Molise (+17,3%), Puglia, Sardegna, Valle d’Aosta e Basilicata. Di queste, Molise, Basilicata, Valle d’Aosta e Puglia hanno accresciuto anche le vendite a volume.
In testa il Trentino-Alto Adige con oltre 406 milioni di euro fatturati
Per quanto riguarda il fatturato totale, la classifica delle regioni in etichetta vede confermato il podio dell’anno precedente. Al primo posto ancora il Trentino-Alto Adige, con oltre 406 milioni di euro di giro d’affari, seconda posizione er la Sicilia e terza per il Piemonte.
L’analisi dettagliata dell’italianità e la classifica completa delle regioni in etichetta sono disponibili nella quindicesima edizione dell’Osservatorio Immagino, scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.