Category Archives: Consigli

Colloquio di lavoro: le “dritte” per trasformare l’ansia in opportunità

È normale essere ansiosi prima di un colloquio di lavoro, ma se prende il sopravvento rischia di compromettere la sicurezza necessaria per affrontare la situazione. Al contrario, se gestita bene può diventare una preziosa alleata.
InfoJobs ha preparato un vademecum di 5 consigli pratici per trasformarle l’ansia in una risorsa: informarsi bene sull’azienda, vestirsi adeguatamente, fare le domande giuste, enfatizzare le soft skills e prestare attenzione alla postura e al linguaggio del corpo.

Di fatto, per affrontare un colloquio con successo, è essenziale comprendere a fondo l’azienda per cui ci si sta candidando, ovvero, ‘andare oltre’ sito web e pagine social aziendali. Conoscerne storia, missione, valori e i principali progetti in corso permette di rispondere in modo più specifico alle domande. E dimostra al recruiter che il candidato è sinceramente interessato e motivato.

Quando l’abito fa il monaco

L’abbigliamento è cruciale per una prima impressione positiva. È importante adattare il proprio look alla cultura e al settore dell’azienda. In un contesto professionale, un abbigliamento formale è spesso più consigliato, mentre in ambienti più creativi potrebbe essere accettabile un look più casual, ma sempre curato. La scelta di un abbigliamento appropriato dimostra rispetto per l’azienda e comunica serietà e attenzione ai dettagli.
Preparare domande è invece fondamentale per dimostrare non solo interesse per il ruolo e l’azienda, ma anche per capire se quel lavoro è effettivamente adatto. Dopo tutto, la decisione non è solo dell’azienda.

È utile porre domande che indaghino la cultura aziendale, il team, il responsabile e le opportunità di crescita professionale. Chiedere informazioni su come l’azienda affronta le sfide del settore o quali sono le aspettative per il ruolo permette al candidato di capire se l’azienda è in linea con i propri valori e obiettivi professionali.

Mettere bene in evidenza le soft skills

Quando si parla delle proprie esperienze, è importante non limitarsi a elencare le competenze tecniche (hard skill).
Le soft skill, come spirito d’iniziativa, mentalità creativa, pensiero critico, leadership, gestione del tempo e intelligenza emotiva e sociale sono altrettanto importanti.

I candidati dovrebbero evidenziare come hanno sviluppato queste competenze attraverso progetti universitari, esperienze scolastiche, volontariato o eventi quotidiani. Portare al recruiter esempi concreti aiuta a illustrare come le soft skill siano state applicate nella pratica, rendendo il candidato più credibile e convincente.

Comunicare sicurezza e sincerità con il linguaggio del corpo

La postura, il linguaggio del corpo e il modo di interagire durante un colloquio comunicano molto più di quanto si possa immaginare.
Un ottimo biglietto da visita è sorridere mostrandosi ben disposti alla conoscenza del selezionatore, nonché lieti di essere stati scelti come possibili candidati ad entrare a far parte dell’azienda.

È poi fondamentale mantenere una postura composta, che trasmetta fiducia e interesse.
Il contatto visivo regolare dimostra coinvolgimento e sincerità, mentre un ascolto attivo, evidenziato da cenni di assenso e risposte puntuali, mostra rispetto e attenzione.

Stress management: i consigli per trasformare lo stress in energia positiva

Gestire lo stress non è solo una raccomandazione, ma una skill sempre più necessaria e richiesta nel mondo del lavoro. Per questo, Cegos ha individuato alcune Best Practice per trasformare lo stress da leva negativa a punto di forza.

La prima è quella di rilassarsi per contrastare la pressione, magari attraverso tecniche benefiche fisiche o mentali, mentre la seconda è riconoscere i fattori di tensione da digitalizzazione. La costante reperibilità e il sovraccarico di informazioni possono infatti causare stress. Identificare le fonti di tensione, cercando maggior equilibrio e supporto fra colleghi, può migliorare benessere generale e produttività.

Lo stress è una tensione fisica e mentale che non è necessariamente negativa. Anzi, può fungere da catalizzatore e motivare ad affrontare le sfide, migliorare le prestazioni e aumentare la mental agility. Questa dimensione positiva prende il nome di ‘eustress’, mentre la connotazione negativa nello stress è chiamata ‘distress’, e a lungo termine può danneggiare l’individuo.

Lasciare la “to do list” in ufficio

Secondo Cegos, si può allenare la propria resistenza psicologica alle difficoltà per trarne energia positiva. Tecniche specifiche aiutano anche a capitalizzare il passato, guardare al futuro con ottimismo e gestire la vita in modo più positivo.
Tra i primi obiettivi da porsi, vi è quello di lasciare la ‘lista delle cose da fare’ in ufficio, tracciando una linea di demarcazione chiara tra vita professionale e privata.

Stare insieme alla famiglia è considerato un efficace antistress, e mantenere le connessioni sociali, insieme all’attività fisica, è uno dei modi migliori per rilassarsi. Accortezze come introdurre pause dal cellulare o informare il team sulle fasce orarie in cui si può essere reperibili, consentono di pianificare meglio le proprie attività e vivere pienamente il tempo che si dedica agli affetti.

Imparare a dire no per evitare sprechi di tempo

Lo smartworking ha ridotto il tempo per recarsi in ufficio e ha permesso ai lavoratori di gestire meglio il proprio work-life balance. Tuttavia, questa possibilità richiede una certa disciplina per mantenere un confine ben delineato tra lavoro e privato.

Attività ludiche e sportive possono poi aiutare a calmare i nervi e i pensieri negativi. È importante, però, avere anche periodi di riposo e divertimento: noia e inazione stimolano la creatività, fondamentale per risolvere problemi quotidiani più o meno complessi.
Inoltre, l’organizzazione del time management aiuta a pianificare appuntamenti privati e professionali, riducendo la pressione. Sapere quando dire ‘no’ contribuisce a evitare sprechi di tempo e godersi quello libero.

Il pericolo del bore-out

Quando si è stanchi di non essere adeguatamente riconosciuti e ricompensati è importante richiedere un confronto chiarificatore con i superiori. Anche svolgere attività inferiori al proprio potenziale può essere pericoloso quanto lo stress costante. Questo fenomeno, noto come bore-out, può causare insoddisfazione, svogliatezza e depressione.

Ultimo consiglio, riporta Adnkronos: è importante condividere esperienze con persone che la pensano allo stesso modo, o disposte a capitalizzare eventuali divergenze di pensiero, per identificare i momenti di stress e trovare soluzioni costruttive. Evitando lamentele, e avendo sempre l’obiettivo di migliorare il proprio benessere, si contribuisce a un ambiente di lavoro più positivo e produttivo per tutti.

Saldi estivi: come fare affari senza brutte sorprese?

Si è aperta ufficialmente la stagione estiva della caccia ai saldi. Ma, per fare acquisti davvero convenienti è bene non farsi prendere dalla frenesia del momento, e fare attenzione ad alcune semplici regole per prevenire brutte sorprese. Altroconsumo ha condiviso alcuni consigli utili per fare acquisti (fisici e online) a prezzi scontati di capi di abbigliamento, dalle scarpe all’intimo, passando per i ‘must have’ della stagione.

Innanzitutto, il consiglio è di avere fatto un giro tra i negozi qualche giorno prima della data di inizio dei saldi. Ciò avrebbe permesso di capire cosa acquistare, ed essere sicuri che al momento del saldo merce e prezzo siano stati veramente scontati.

Provare sempre i vestiti prima di comprarli

Altro consiglio: si devono sempre provare i capi da acquistare. Nonostante i negozianti non siano obbligati a permettere la prova, è sempre meglio verificare la vestibilità.
Un altro punto fondamentale riguarda le etichette. È bene evitare di acquistare capi d’abbigliamento privi di etichette di composizione e manutenzione. Queste informazioni sono cruciali per sapere come trattare il tessuto, sia per la pulizia a secco sia per il lavaggio in acqua, evitando così di danneggiare il capo.

E bisogna tenere conto del fatto che il cambio dei prodotti non difettati è a discrezione del negoziante. Prima di acquistare, bisogna quindi informarsi sulle politiche di reso e di garanzia. Infatti, anche i prodotti in saldo sono soggetti a specifiche politiche di garanzia.

I prezzi esposti vincolano il venditore

Per evitare confusione e acquisti non desiderati, la merce in saldo deve essere esposta separatamente da quella non scontata.
Se questa regola non viene rispettata, il consumatore può segnalare l’irregolarità alla polizia municipale.

Per assicurarsi di acquistare capi realmente scontati, inoltre, è bene fare attenzione a come vengano applicate le giuste regole su prezzi e modalità di pagamento. I prezzi esposti vincolano il venditore: se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, è opportuno segnalarlo al negoziante e non esitare, in caso di problemi, a far intervenire la polizia municipale.

I pagamenti digitali devono essere accettati

Ricordarsi poi che dal 2022 chi non accetta pagamenti con bancomat e carte di credito può essere sanzionato con 30 euro di multa a cui si aggiunge una quota pari al 4% del valore della transazione rifiutata.

Il negoziante è quindi tenuto ad accettare i pagamenti digitali anche in periodo di saldi.
Non è poi possibile aumentare prezzi per pagamenti effettuati con carta, e non possono essere applicate commissioni aggiuntive.

Italia, quali lavori saranno richiesti e… introvabili? 

In un futuro prossimo, l’Italia potrebbe trovarsi di fronte a una grave crisi nella disponibilità di personale qualificato per settori chiave come trasporti, costruzioni e tecnologia, con impatti significativi sulla mobilità, sull’infrastruttura e sull’innovazione.

“Potrebbe, infatti, diventare sempre più difficile trovare un mezzo pubblico, costruire nuovi palazzi o grandi opere, far circolare i treni o contare su una rete elettrica in linea con le esigenze della transizione ecologica. Non tanto per mancanza di investimenti, quanto per la carenza di personale che molti di questi settori stanno sperimentando”. Lo scrive Skuola.net, che ha pubblicato i dati del Centro Studi di Distretto Italia. 

Un gap da colmare

Da una parte ci sono le aziende: il 75% delle offerte di lavoro riguardano profili professionali attinenti a mansioni tecnico-pratiche. Insomma, 3 offerte di lavoro su 4 si rivolgono a persone formate in questi ambiti. Dall’altra parte della barricata, invece, troviamo proprio i giovani: quasi la metà degli studenti delle superiori (49%), secondo una ricerca dello stesso Centro Studi realizzata da Skuola.net, scarta a priori l’ipotesi di svolgere professioni di tipo tecnico o manuale.

I ragazzi preferiscono percorsi di studio teorici, ampliando così il divario tra le richieste del mercato e le competenze disponibili.

I 10 mestieri che spariscono (ma servono)

Alcuni settori soffrono particolarmente, con una lista crescente di mestieri difficili da coprire. Tra i primi dieci mestieri introvabili ci sono autisti di mezzi pubblici, carpentieri, tecnici dell’armamento ferroviario, movimentatori di macchine da terra, macchinisti, addetti al segnalamento ferroviario, esperti di intelligenza artificiale, addetti alla gestione cantieri, cost controller di cantiere e impiantisti elettrici.

Il ruolo della Scuole dei Mestieri 

Per affrontare questa carenza, molte aziende stanno investendo nelle “Scuole dei Mestieri”, programmi formativi intensivi che combinano un diploma con corsi specifici per fornire le competenze richieste dal mercato del lavoro. Questi percorsi professionalizzanti, ispirati alle botteghe rinascimentali, mirano a creare autonomamente le risorse di cui le imprese hanno bisogno.

Come formare la futura forza lavoro

Secondo l’Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, le Scuole dei Mestieri sono centrali nella formazione della futura forza lavoro, offrendo opportunità di impiego e rispondendo al fabbisogno del comparto produttivo e industriale nazionale.

Questo approccio mira a creare una catena virtuosa delle competenze, necessaria per affrontare le sfide infrastrutturali e tecnologiche che il Paese deve affrontare.

Mutui: in 2 anni la rata a tasso variabile aumenta, italiani in difficoltà

Nel biennio 2022-2023 i 95 miliardi di mutui erogati a tassi più elevati rispetto al recente passato hanno fatto quasi raddoppiare il tasso medio delle consistenze, superando il 3%.
Un effetto accentuato dalla quota di mutui a tasso variabile, che hanno registrato un picco tra settembre 2022 e febbraio 2023.

Questa situazione ha portato molte famiglie ad avere problemi con la gestione della rata del mutuo. Tra il 50% degli italiani maggiorenni con almeno un finanziamento in corso uno su quattro teme nel 2024 di avere difficoltà a rispettare regolarmente il rimborso delle rate.
Emerge dall’Osservatorio SalvaLaTuaCasa di Save Your Home, realizzato da Nomisma e presentato alla Camera dei Deputati.

Famiglie in bilico e insolventi

Le famiglie in bilico e quelle insolventi (il 16% delle famiglie analizzate), si trovano in una posizione di maggiore criticità.
Tra le famiglie in bilico, il 46% ha in corso un prestito finalizzato all’acquisto di un bene o servizio (famiglie insolventi, 44%), o un prestito legato a una necessità di liquidità (30% in bilico, 20% insolventi), o una rateizzazione di pagamento tramite carta revolving o dilazione Buy Now Pay Later (25% in bilico, 43% insolventi).

A fine 2023, a causa del prolungato incremento dei tassi di interesse, aumentano le famiglie che devono sostenere una rata più alta. Infatti, l’incidenza delle famiglie con una rata mensile, tra mutuo e credito al consumo, superiore a 700 euro è passata dal 27% al 40%.

L’impatto sulla qualità del credito

Le dinamiche più marcate e allarmanti sono legate agli incrementi delle rate dei mutui a tasso variabile, circa il 40% dei mutui attualmente in fase di rimborso.
La violenta risalita del costo del denaro in meno di due anni ha generato aumenti compresi tra il 35% e il 119% della rata mensile, con una conseguente contrazione del reddito netto residuo disponibile fino al 51%.

La potenziale criticità è destinata a permanere anche nel medio termine, in quanto le prospettive di riduzione del costo del denaro sono graduali e diluite nel tempo.
Malgrado il tasso di default delle famiglie sia complessivamente rimasto su livelli contenuti, in mancanza di soluzioni efficaci i tassi ancora elevati possono impattare sulla qualità del credito.

L’aumento dell’Euribor si riflette sul mercato delle aste

Storicamente, l’aumento dell’Euribor a 3 mesi si traduce in un aumento dei crediti deteriorati con un ritardo temporale di 12-18 mesi. Di conseguenza, il significativo aumento dell’Euribor desta preoccupazioni, se non sarà affiancato da interventi efficaci di supporto.

Una situazione che si rifletterà probabilmente anche sul mercato delle aste immobiliari, stimate per il 2024 tra 160mila/180mila (+12% vs 2023).
Le aste, però presentano molte criticità e inefficienze, con macro-costi per il sistema pubblico e le famiglie escusse. I prezzi di aggiudicazione arrivano infatti a dimezzare il valore dell’immobile, mentre la lunghezza e l’onerosità dei procedimenti riducono ulteriormente il ricavato effettivo, lasciando ampie quote di scoperto a danno di creditori e debitori.

Lavoro: i consigli dell’head hunter per il CV perfetto

Per cercare lavoro il curriculum vitae è fondamentale. Perciò, è importante che sia scritto in maniera efficace, incisiva (non dovrebbe superare due pagine) e coerente con la posizione a cui si aspira. Parola di Salvatore Caruso, Executive manager di JHunters, che insieme ad Adnkronos/Labitalia fornisce i consigli per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro.

“Quando si è agli inizi della propria carriera – spiega Caruso -, una pagina può essere sufficiente e permetterà al nostro cv di essere più di impatto. Il linguaggio deve essere chiaro e conciso, e ovviamente bisogna prestare attenzione all’ortografia e alla grammatica: errori di questo tipo potrebbero dare una cattiva impressione”.

Cosa non deve mai mancare

“Esistono – ricorda l’head hunter – tanti tipi di formati per creare un cv: non esiste un formato migliore, ma bisogna scegliere quello che ci permette di evidenziare le nostre competenze e qualità, e che sia coerente col tipo di ruolo per il quale ci candidiamo. La struttura del cv è importante per renderlo facile da leggere e comprendere”. Ma alcuni elementi devono essere sempre presenti in un curriculum.

Le informazioni personali, che riguardano la prima sezione del cv, devono essere concise e complete. A queste dovrebbe seguire una breve dichiarazione che riassuma gli obiettivi professionali.
“Se abbiamo già maturato esperienze lavorative devono essere riportate in ordine cronologico inverso, riportando il nome dell’azienda per cui abbiamo lavorato e il ruolo che abbiamo ricoperto”, puntualizza Caruso.

Non dimenticare le attività extracurricolari

Va poi presentato in maniera sintetica il percorso di studi, sempre in ordine cronologico inverso, evidenziando il titolo di studio conseguito, l’istituto e la data.

“Segue la sezione ‘Competenze’ – aggiunge Caruso -: qui è importante riportare le competenze, tecniche e soft, che fanno emergere come il nostro profilo professionale sia in linea con la posizione a cui si ambisce. Solitamente un cv si conclude con l’elenco delle attività extracurriculari e degli interessi. Non è una sezione fondamentale, ma può essere utile per far emergere alcuni tratti personali. La foto, invece, non è una scelta obbligata, ma inserire una foto sul cv può essere utile per completare una presentazione. In tal caso, preferire una foto in formato fototessera, che trasmetta serietà e professionalità”.

Quando l’head hunter è l’AI

Nella scrittura di un cv non è da sottovalutare, poi, l’impiego dell’Intelligenza artificiale da parte delle aziende per automatizzare i processi di selezione.

“Per fare in modo che il nostro cv possa essere efficace anche per i sistemi di AI è importante usare alcuni accorgimenti – continua Caruso -. Prima di tutto, bisogna usare un linguaggio semplice e diretto, in quanto i sistemi di AI faticano a comprendere il linguaggio complesso o figurato. Occorre poi inserire nel proprio cv le parole chiave specifiche, rilevanti per la posizione a cui ci si candida. È importante anche scrivere un cv di una lunghezza contenuta, in quanto i sistemi AI possono scansionare solo un numero limitato di parole”.

Benessere in azienda: nel 2024 sarà la priorità per dipendenti e imprese 

Secondo una ricerca condotta da Amajor, nonché la recente indagine di Cisl, Bibliolavoro e Sindacare, nel 2024il desiderio di benessere in azienda si affermerà come la massima aspirazione dei dipendenti. In risposta a questa tendenza, le aziende sono chiamate a ridefinire le proprie priorità e ad adottare strategie mirate al benessere dei collaboratori. Anche perché, stress e un clima tossico sono le cause principali dei licenziamenti volontari. 

Serve quindi porre al centro le persone, sostenere la riscoperta dei talenti, l’allineamento dei valori e la riorganizzazione aziendale. Ma anche, sostenere la connessione tra felicità e produttività.
Valorizzare le competenze interne e coinvolgere i dipendenti può non solo migliorare il benessere, ma anche aumentare il fatturato.

Ripartire dai valori aziendali e valutare il potenziale di ogni lavoratore

Sono cinque le attività suggerite da Amajor per promuovere il benessere in azienda. La prima è mettere i valori al centro della strategia di sviluppo, anche con la creazione di spazi dedicati, come le ‘design thinking rooms’, che favoriscono l’interazione e il confronto positivo. Organigrammi chiari e riunioni settimanali, invece, promuovono la diffusione pratica dei valori aziendali.

La seconda attività suggerita è creare un sistema che valuti il potenziale di ciascun collaboratore attraverso riunioni periodiche e trasparenti. Favorire momenti di ascolto e comprensione contribuisce al miglioramento della produttività e al benessere complessivo del personale.

Piani di sviluppo e formazione e coinvolgimento nelle iniziative aziendali

La terza attività riguarda l’utilizzo di un sistema di ascolto per creare piani di sviluppo condivisi. La formazione, vissuta come momento di crescita personale, diventa un catalizzatore per l’aumento dell’autostima e del benessere individuale.

La quarta verte poi sul coinvolgimento dei dipendenti nelle iniziative aziendali. Favorire l’attiva partecipazione delle risorse attraverso la creazione di nuovi progetti e team misti rompe con le dinamiche consolidate, e permette alle persone di sentirsi parte integrante dell’azienda, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi.

Ripristinare la cultura dell’errore

L’azienda deve poi attivarsi per promuovere una ‘cultura dell’errore’, ovvero rendere le risorse consapevoli che l’errore non è colpa, ma un’opportunità di apprendimento. Come? Incentivando i team a identificare e risolvere gli errori insieme, accelerando lo sviluppo e creando un senso più profondo di appartenenza e benessere.

La chiave per il successo nel 2024 sembra, quindi, essere una visione aziendale che mette le persone al primo posto, investendo nel loro benessere per favorire una crescita sostenibile e una maggiore produttività.

Bonus ristrutturazione, cosa copre e come avere accesso all’agevolazione?  

Il bonus ristrutturazione offre un vantaggio fiscale significativo a coloro che effettuano lavori in casa, consentendo loro di detrarre il 50% della spesa sostenuta, fino a un limite di 96.000 euro. Questa agevolazione è valida sia per i lavori eseguiti nel corso del 2023 che per quelli pianificati a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo. È fondamentale comprendere i costi ammissibili e gli adempimenti necessari per usufruire di questa opportunità. Il beneficio fiscale rappresenta un sostegno concreto per chi intende migliorare la propria abitazione, e il termine per usufruirne è fissato al 31 dicembre 2024, a meno di eventuali modifiche normative. Tuttavia, è importante notare che a partire dal 1° gennaio 2025, la percentuale di detrazione scenderà al 36%, con un limite di spesa ammesso di 48.000 euro per unità immobiliare. Coloro che intendono usufruire di questa agevolazione devono pianificare attentamente i lavori da eseguire e devono essere a conoscenza delle spese detraibili e delle regole da seguire.

Quali sono gli interventi agevolabili?

Il bonus ristrutturazione del 50% è valido per una vasta gamma di lavori, sia per le abitazioni singole che per i condomini. Questi includono interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, nonché lavori di ristrutturazione edilizia. Tra le spese detraibili rientrano, ad esempio, quelle per l’installazione o l’aggiornamento dei servizi igienici, la sostituzione di infissi o serramenti e la costruzione di scale interne. Il restauro e il risanamento conservativo coprono interventi come l’adeguamento dei solai o l’apertura di finestre, mentre la ristrutturazione edilizia comprende lavori più complessi come la demolizione e la ricostruzione nel rispetto della volumetria preesistente. Anche la rimozione delle barriere architettoniche e le misure di sicurezza, come l’installazione di porte blindate o grate sulle finestre, rientrano tra le spese ammissibili.

Chi ne ha diritto?

Il bonus ristrutturazione è destinato a soggetti passivi IRPEF, compresi proprietari, usufruttuari, titolari di diritti d’uso, locatari, e imprenditori individuali. Anche i familiari conviventi e i conviventi possono usufruirne se sostengono le spese di ristrutturazione e ne sono intestatari mediante bonifici e fatture.

I documenti necessari

Per beneficiare della detrazione fiscale, è essenziale effettuare il pagamento tramite bonifico bancario o postale che riporti il riferimento normativo dell’agevolazione, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA (o il codice fiscale) del beneficiario del pagamento. Inoltre, per i lavori che comportano un risparmio energetico, come l’installazione di condizionatori o la sostituzione di infissi, è necessario inviare una comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori agevolati. È importante notare che con il decreto Cessioni n. 11/2023, la cessione del credito e lo sconto in fattura per i lavori avviati dal 17 febbraio 2023 sono stati aboliti. Pertanto, l’unico modo per ottenere lo sconto IRPEF è attraverso la detrazione fiscale, che avviene tramite la dichiarazione dei redditi e viene distribuita in dieci quote annuali di uguale importo. 

Condizionatori: salgono le temperature ma i costi scendono del 43%

È un vero sollievo per gli oltre 26 milioni di italiani che hanno un condizionatore in casa, e ancor più per i 2 milioni di proprietari che scottati dalla bolletta dello scorso anno non vorrebbero accenderlo. Se infatti le temperature iniziano a salire, la buona notizia è che i costi dei condizionatori in bolletta sono in discesa. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different, quest’anno chi sceglierà di accendere l’aria condizionata dovrà mettere a budget il 43% in meno rispetto allo scorso anno, ovvero, circa 124 euro. Ma se il prezzo dell’energia quest’estate sarà più clemente, rimane importante fare attenzione a come si usa l’apparecchio, perché le cattive abitudini potrebbero avere un impatto negativo sulla bolletta. Facile.it ha realizzato un vademecum con alcuni consigli pratici per ridurre le spese, ma soprattutto gli sprechi, e risparmiare sul conto finale.

Classe energetica: migliore l’efficienza, minori i consumi

Se si vuole risparmiare prima di tutto è necessario scegliere con attenzione la classe energetica del condizionatore: migliore l’efficienza, minori i consumi. Meglio quindi optare per un modello di classe A o superiore, in modo da ridurre notevolmente il peso in bolletta. Passare da un condizionatore di classe B a uno di classe A++ significa infatti ridurre il costo di circa il 40% all’anno (circa 50 euro).
Occhio, però, alle etichette energetiche. Se a partire dal 2021 è entrata in vigore la nuova classificazione per molti elettrodomestici, la novità non ha ancora interessato il mondo dei climatizzatori. Chi ha un condizionatore datato può comunque sfruttare le detrazioni fiscali. Cambiando un vecchio impianto si può approfittare di bonus fino al 65%.

Con un modello inverter si risparmia fino al 30%

Scegliere la temperatura corretta sembra una banalità, ma non lo è. Impostare 6-8 gradi in meno rispetto all’esterno è l’ideale, e se l’apparecchio ne è dotato, meglio ancora usare la funzione di deumidificazione. Scelta che permette di alleggerire la bolletta fino al 13%. Valutare poi l’istallazione di un condizionatore inverter, che a differenza di quello tradizionale, una volta raggiunta la temperatura ideale rallenta la velocità del motore e funziona al minimo.
Questa tipologia di climatizzatore permette un risparmio energetico del 30% rispetto a uno standard.
In ogni caso, sottovalutare manutenzione dell’impianto e pulizia dei filtri può costare caro. Un apparecchio mal conservato fa spendere fino all’8% in più.

Non disperdere il fresco

Tenere le finestre aperte quando l’aria condizionatore è in funzione è una noncuranza che può rivelarsi dannosa. Per evitare sprechi di corrente (e denaro), quindi, è bene verificare che il fresco non venga disperso. Oltre a chiudere le finestre, è utile anche abbassare le tapparelle nelle ore più calde, e non lasciare aperte le porte delle altre stanze quando non necessario: questo, può incidere fino al 6% sui consumi.
E durante le ore notturne, in alternativa alla deumidificazione, è bene preferire la funzione apposita per la notte, oppure programmare in maniera sensata la temperatura e l’eventuale spegnimento dell’apparecchio. In questo modo, la riduzione degli sprechi arriva al 10%.

Serenità al lavoro: la leadership deve metterci testa e cuore 

Sfruttamento, mobbing, orari prolungati, carenza di periodi di riposo, stanchezza, mancanza di formazione e carriera: sono queste le cause più note dello stress dei lavoratori. L’OMS e l’Organizzazione internazionale del Lavoro (IOL) denunciano infatti l’elevata presenza di disturbi mentali e sindromi da stress negli uffici. Negli USA il 76% dei lavoratori dichiara di avere almeno un problema mentale in ufficio, e per il 90% la responsabilità spesso è dei datori di lavoro. Una proposta per un’azione sui luoghi di lavoro, a cura del Framework for Workplace Mental Health and Wellbeing statunitense, e pubblicata sull’Health & Fitness Journal dell’American college of sports medicine, parla chiaro: gli ingredienti base per una leadership attenta al benessere dei dipendenti sono due, la testa e il cuore. 

I 5 pilastri del benessere in ufficio

La proposta comprende i 5 pilastri necessari per ritrovare serenità ed equità tra leader, manager e dipendenti. Primo, attenzione alla sicurezza e alla protezione dei dipendenti, rendendo operative norme, politiche e programmi secondo i principi di diversità, equità, inclusione e accessibilità. Secondo, attenzione al supporto sociale, creando culture di inclusione e appartenenza, e coltivando rapporti di fiducia. Terzo, attenzione all’autonomia e alla flessibilità, consentendo una programmazione flessibile, e rispettando i confini tra tempo lavorativo e non lavorativo. Quarto, considerare la dignità e il significato del lavoro stesso. Come? Ad esempio fornendo un salario dignitoso, e costruendo una cultura di gratitudine e riconoscimento. E quinto, garantire opportunità di crescita, offrendo formazione, istruzione e monitoraggio di qualità, e promuovendo un accesso equo all’avanzamento di carriera

Limitare i pericoli nell’ambiente lavorativo

Se il lavoro ‘nobilita l’uomo’ stimolando le persone a crescere e fornendo risorse per prendersi cura della propria famiglia, dov’è il cortocircuito? “Il lavoro è di per sé un forte motore di salute e benessere, e allo stesso modo l’ambiente di lavoro, sia fisico sia psicosociale, può avere un impatto importante sul benessere fisico e mentale dei lavoratori – spiega Nico Pronk, docente e presidente della International association for worksite health promotion -. Se l’esposizione ai pericoli insiti nell’ambiente di lavoro è limitata, i lavoratori sono più protetti da incidenti e infortuni e se l’ambiente di lavoro è favorevole i colleghi possono affrontare con successo situazioni di stress”.

Una cultura orientata al benessere mentale

“Il benessere mentale e fisico in ufficio è legato strettamente ad ambienti di lavoro sicuri, sani e positivi dove le persone sentono di lavorare in modo produttivo – continua Pronk -. I benefici si estendono a tutti: datori di lavoro, dipendenti e famiglie”.   
Come si sostiene il cambiamento a favore della serenità? Con capi che usano la testa e il cuore,  riporta Ansa, insieme, “attraverso una leadership che si impegni in modo visibile e attivo per costruire una cultura orientata al benessere mentale – spiega Pronk – e per costruire una cultura di inclusione, apprezzamento e appartenenza”.