Stranieri in azienda: nel rapporto Ipsos la “fotografia” italiana

Si intitola “Difficoltà ed opportunità d’inclusione degli stranieri in azienda” l’indagine Ipsos condotta per  l’UN Global Compact Network Italia, realtà con cui nel nostro Paese opera il Global Compact delle Nazioni Unite con un piano di lavoro tutto incentrato su sviluppo, sostenibilità e responsabilità d’impresa. Da poco presentato nel corso della 6° edizione dell’Italian Business & SDGs Annual Forum, l’appuntamento annuale dell’UN Global Compact Network Italia, il sondaggio evidenzia una realtà variegata e la grande importanza che riveste la leadership nel gestire e attribuire valore alla multiculturalità.

Il bisogno di manodopera la rincipale motivazione 

Innanzitutto, il rapporto Ipsos risponde alla domanda “perché”, cioè perché si assumono dipendenti stranieri. Secondo i dati raccolti, le principali motivazioni all’inserimento degli stranieri risultano essere la necessità di manodopera, ma anche una scelta dettata da un’autentica vision. Come dimostra il sondaggio, infatti, più del 70% delle aziende a proposito dell’assunzione di persone straniere considera maggiori le opportunità rispetto alle difficoltà dell’inserimento. Per quanto riguarda le diverse figure, più del 72% delle aziende ha almeno un dipendente straniero arrivato in Italia per motivi legati a scelte non forzate dalla necessità economica o di sicurezza personale, il 45% almeno un migrante e il 9% almeno un richiedente asilo o rifugiato politico. Ovviamente, niente ormai può prescindere dal Covid -19 e anche lo studio Ipsos ha indagato l’effetto della pandemia su questo tema così delicato. Ebbene, le notizie sono buone: almeno qui, non si evidenziano particolari scossoni. Infatti, per quanto riguarda l’impatto della pandemia, le aziende intervistate non rilevano una ripercussione negativa sul piano economico e psicologico da parte degli stranieri se non in percentuali al di sotto del 5%. 

La leadership è fondamentale per l’inclusività

Il ruolo della leadership è decisivo per l’inclusività per più del 50% delle aziende. Una quota simile, inoltre, sostiene che siano proprio i manager a vedere valore nella multiculturalità.  Numeri alla mano, è poco più di 1 azienda su 3 ad avere un programma di responsabilità sociale di impresa. Questi programmi sono relativi alla multiculturalità in azienda nel 29% casi, mentre prevalgono nettamente la sostenibilità ambientale (82%) e il benessere dei lavoratori (63%). Nel complesso, i dati della ricerca Ipsos evidenziano che le aziende Global Compact che si mostrano più impegnate nell’inclusione degli stranieri presentano anche una maggiore frequenza di programmi e iniziative di vario tipo spinte anche da programmi di responsabilità sociale di impresa più diffusi. Una più spiccata attenzione all’inclusività e il maggiore sviluppo di programmi dedicati porta inoltre, come conseguenza, una più forte consapevolezza delle difficoltà e dei limiti, oltre che una maggiore autocritica.

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