Scuola, lavoro, futuro: cosa chiedono i ragazzi?

“Senso della scuola, senso del lavoro”: è il titolo della prima indagine dell’Osservatorio Iride, nato dalla collaborazione tra Censis e Fondazione Costruiamo il Futuro. I risultati della ricerca confermano che oggi i giovani vogliono una scuola capace di prepararli a un mondo del lavoro complesso e in rapido cambiamento.

I ragazzi, infatti, chiedono soprattutto competenze. Quelle che permettono di conoscere diritti e doveri (come saper leggere i contratti di lavoro, 56,1%), e quelle che garantiscono strumenti di orientamento per la vita quotidiana tra istituzioni, uffici, banche, e imprese (40,9%).
E se il 62,8% di loro è preoccupato per il proprio futuro occupazionale, pur temendo le difficoltà, la maggioranza desidera proseguire gli studi.

Non si accontentano di “un lavoro qualunque”

Insomma, sono ragazzi che chiedono più competenze pratiche, orientamento, strumenti educativi adeguati, e una scuola capace di prepararli a un contesto complesso e in rapido cambiamento.

Pur affermando che il lavoro non definisce l’identità di una persona (63,3%), i ragazzi hanno voglia di confrontarsi con il mondo del lavoro. E se vedono la prospettiva di un’occupazione poco qualificata, e pensano di essere penalizzati, ne cercano una che consenta autonomia su tempi e orari, e permetta di ‘fare cose’ interessanti e appassionanti.
Insomma, non si accontentano di un lavoro qualunque.

Genitori, educatori, decisori politici: tutti sono chiamati in causa

Inoltre, i giovani hanno le loro priorità e le mettono in fila. Il 91,6% vorrebbe avere un lavoro che gli piace, l’89,6% avere successo nel lavoro, l’88,8% vivere con la persona amata, l’88,7% vivere una vita soddisfacente, il 74,1% riuscire a fare la differenza nel mondo e impegnarsi per cambiare le cose, e il 70,8% desidera avere figli.

In sostanza, i ragazzi sono coscienti che la realtà sociale sia molto complessa e in continua trasformazione, che il futuro non sia affatto facile e che gli strumenti in loro possesso non siano i più adatti per affrontare un percorso incerto. Ma nonostante questo, hanno la forte volontà di impegnarsi per raggiungere i loro obiettivi.
È uno scenario, questo, che chiama in causa tutti, in particolare, gli adulti, i genitori, gli educatori, i decisori politici.

Altro che “bamboccioni” senza idee o valori

“L’Osservatorio Iride nasce per valorizzare lo sguardo delle ragazze e dei ragazzi sui percorsi educativi e sul loro futuro – dichiara Gabriele Toccafondi, Direttore dell’Osservatorio Iride -. Accanto ai tradizionali sistemi di valutazione della scuola e della formazione, Iride esplora uno spazio ancora poco indagato: il punto di vista diretto degli studenti. Quello presentato oggi è il primo studio realizzato e dalle risposte emerge chiaramente che questi ragazzi sono tutt’altro che ‘bamboccioni’ o generazione senza idee o valori. Anzi, sono giovani consapevoli, non rassegnati, e desiderosi di costruire il proprio futuro. Anche incerti (34,2%) e ansiosi (30,9%), ma contemporaneamente fiduciosi (29,8%) e ottimisti (30,2%)”.

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