{"id":526,"date":"2024-12-11T18:31:32","date_gmt":"2024-12-11T16:31:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.limboccastrada.it\/?p=526"},"modified":"2024-12-11T18:41:48","modified_gmt":"2024-12-11T16:41:48","slug":"la-formazione-nelle-pmi-italiane-tra-necessita-e-difficolta-organizzative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.limboccastrada.it\/?p=526","title":{"rendered":"La formazione nelle PMI italiane tra necessit\u00e0 e difficolt\u00e0 organizzative"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In molte piccole e medie imprese italiane (PMI), la formazione \u00e8 vista come uno strumento strategico, ma spesso rimane confinata a esigenze operative o obbligatorie. Solo il 51% delle PMI la integra nella propria strategia, mentre il 31% la considera importante senza per\u00f2 dedicarle un ruolo centrale. Inoltre, il 18% la limita ad adempimenti obbligatori o la considera poco rilevante. La valutazione regolare delle competenze, necessaria per pianificare interventi formativi mirati, \u00e8 praticata solo dal 15% delle PMI.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa discrepanza tra la percezione dell&#8217;importanza della formazione e l&#8217;effettiva applicazione si riflette nel fatto che il 37% delle imprese non programma le attivit\u00e0 formative e il 19% le organizza ogni due o tre anni. Il 30% delle PMI si affida esclusivamente alla formazione informale o obbligatoria, evidenziando la difficolt\u00e0 di integrare corsi strutturati durante l&#8217;orario di lavoro (40%) o la mancanza di risorse interne dedicate (32%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le attivit\u00e0 formative formali coinvolgono meno i ruoli manageriali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le PMI che organizzano corsi formali, il 64% riconosce che questi migliorano la competitivit\u00e0 aziendale, aiutando anche a trattenere i talenti (42%). Le attivit\u00e0 principali si concentrano su competenze tecniche e trasversali (73%), digitalizzazione (61%) e transizione green (39%). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure le figure apicali, come dirigenti e quadri, risultano scarsamente coinvolte (53%), nonostante la loro importanza nel trasferire la visione strategica all&#8217;operativit\u00e0 aziendale. Anche i neoassunti, in molti casi, non beneficiano di percorsi strutturati (64%), limitandosi ad affiancamenti informali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La difficolt\u00e0 di fare formazione finanziata<\/strong><br>La formazione finanziata rappresenta una risorsa importante per le PMI, ma il suo utilizzo incontra diverse difficolt\u00e0. Tra le imprese che ne fanno uso (78%), le principali fonti sono crediti d&#8217;imposta (39%), fondi paritetici interprofessionali (33%) e bandi camerali (22%). Tuttavia, problemi legati alla complessit\u00e0 burocratica (27%) e all&#8217;insufficienza dei fondi (23%) ne limitano l&#8217;efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I beneficiari principali della formazione finanziata sono impiegati (90%) e operai (57%), mentre dirigenti (24%) e quadri (48%) ne sono spesso esclusi. Solo il 17% delle PMI monitora regolarmente le competenze per verificare l&#8217;impatto degli interventi formativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa formazione finanziata pu\u00f2 diventare un motore per la competitivit\u00e0 delle PMI, ma \u00e8 necessario semplificare i processi di accesso e progettazione, coinvolgendo maggiormente figure apicali e neoassunti,\u201d afferma Claudio Rorato, direttore dell\u2019osservatorio innovazione digitale nelle PMI.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In molte piccole e medie imprese italiane (PMI), la formazione \u00e8 vista come uno strumento strategico, ma spesso rimane confinata a esigenze operative o obbligatorie. Solo il 51% delle PMI la integra nella propria strategia, mentre il 31% la considera importante senza per\u00f2 dedicarle un ruolo centrale. 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