S. Albino è una frazione del Comune di Montepulciano. S. Albino è piccolo, non c'è un centro storico; le costruzioni sono tutte "moderne" è attraversato dalla s.s. Montepulciano - Chiusi; è immerso nel verde, infatti è circondato da boschi, prati e campi coltivati.
Il territorio è attraversato dal torrente Parcia: è un torrente che nasce nella collina dei Cappuccini e scorre fino al lago di Montepulciano in Val di Chiana.
Varie sono le ipotesi formulate nel corso dei secoli, sulle origini del nome S. Albino, lo si fa derivare dagli aggettivi latini: "albus" o "albinus", cioè bianco o biancastro, così come era il travertino qui estratto sin dall'antichità e usato per la costruzione deipiù bei palazzi e chiese di Montepulciano, come ad esempio S. Biagio.
In passato S. Albino non era così, era molto più piccolo; c'erano poche abitazioni sparse nella campagna, al posto dei moderni palazzi centrali, vicino a villa Cantucci sorgevano case coloniche, tipiche della campagna toscana, con le scale esterne e la loggia coperta, dove il contadino o la massaia potevano svolgere alcuni lavori anche con il brutto tempo. La strada principale per Chianciano non era asfaltata, il muro che la costeggiava non era in cemento come oggi, ma in pietra a secco.
La caratteristica più importante del nostro paese, è la presenza di una serie di "polle" d'acqua, gorgogliante e dal cattivo odore che hanno suscitato l'interesse di molti studiosi oggi come in passato. Nonna Elsa racconta che prima del 1950 le persone, pur non conoscendo le proprietà terapeutiche di quest'acqua, ci si lavavano o si spalmavano il fango in faccia, perchè, dopo, la pelle risultava più liscia e morbida. Le polle d'acqua sembrano bollire nonostante la temperatura fredda. I chimici si accorsero che nell'acqua era presente anidride carbonica e così negli anni '50 nacquero due importanti stabilimenti nel nostro paese ancora oggi esistenti e funzionanti AIR-LIQUID e le Terme