San Casciano dei Bagni ha visto una continua frequentazione presso il suo centro termale che già all'epoca degli Etruschi era ben noto. Ad essi successero i Romani che pur vedendo decadere città importanti dell'Etruria come la vicina Chiusi mantennero questa località fra le loro preferite dell'Impero. La particolare posizione geografica di San Casciano, che lo colloca lungo la direttrice che dal nord Italia e dall’Europa conduce a Roma, ha nei secoli favorito il suo sviluppo e ne ha facilitato il raggiungimento da parte di coloro che si affidavano alle proprietà curative delle sua acque. Dapprima il territorio di San Casciano era lambito, a est, dal percorso della Via Cassia, una delle arterie viarie più importanti del mondo romano, e questo ne favorì la presenza di molti illustri personaggi, particolarmente della Roma imperiale. I romani, veri cultori delle terme, si affidarono in modo massiccio alle proprietà curative di queste acque. L'affluenza a queste sorgenti di moltissimi cittadini romani è testimoniata dalle numerose lapidi che da secoli affiorano nella campagna attorno San Casciano, tra tutte si erge quella di Triaria, la moglie dell'imperatore Vitellio. Anche Ottaviano Augusto si curò in questi Fonti secondo quanto si apprende dalle opere di Orazio ed altri scrittori classici. La vitalità di questo centro è testimoniata anche dalla precoce penetrazione del cristianesimo, già nel IV-V secolo esisteva in San Casciano una pieve intitolata a S. Maria “ad Balneo”. Le invasioni barbariche e le lotte fra longobardi e bizantini ridussero l'importanza di San Casciano, provocando un notevole decremento della popolazione. È questo il periodo nel quale si hanno le prime notizie scritte su San Casciano: nel 995 quando il marchese Ugo di Toscana dona all'Abbazia di San Salvatore la “Curtis (de) Bagno”. Ancora una volta era la vicinanza ad una grande strada la fonte di sviluppo e di promozione delle Terme sancascianesi, infatti la Via Cassia aveva perso la sua importanza durante le guerre fra bizantini e longobardi, che proprio in queste zone si fronteggiavano, nel perugino i bizantini dell’esarcato, nel senese i longobardi, e furono proprio questi ultimi a deviare l’antica consolare più all’interno dei loro domini, nacque così la Via Francigena, la quale passava a pochi chilometri ad ovest di San Casciano. Sul finire del XVIII secolo San Casciano si avvia ad una progressiva decadenza dovuta alla crisi delle terme che non riuscendo ad adeguarsi ad i nuovi standard del settore. IL XIX secolo si apre all’insegna dell’intenso periodo napoleonico, a seguito dell'incorporazione della Toscana nell'Impero Francese di Napoleone, quindi il periodo della Restaurazione, con il ritorno sotto il Granducato di Toscana, ed infine, dopo il risultato del plebiscito dell’11 e 12 marzo 1860, San Casciano e tutta la Toscana entrarono a far parte del Regno d’Italia.