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Molti studiosi e letterati di ogni tempo hanno studiato e scritto sulla singolarità e sulla bellezza del territorio della Valtiberina Toscana, ma anche e soprattutto sul legame fra la popolazione, la sua condizione ed il territorio di appartenenza; si pensi solo a Leonardo Da Vinci, che incluse quest’area nella sua carta ai limiti della Valdichiana.
Si può definire una “Terra di Mezzo”: in mezzo all’Italia, in mezzo tra Mar Tirreno e Mar Adriatico, in mezzo ai confini montuosi tra la Toscana Le Marche, l'Umbria e l'Emilia Romagna, ma soprattutto in mezzo all’Arte Rinascimentale di Piero della Francesca e Michelangelo Buonarroti e ai sapori che qui si fondono e si contaminano l’un l’altro, definendo comunque geograficamente e culturalmente un’area ben definita e con una propria identità storica e sociale. Qui la storia, raccontata da una generazione all’altra, ripropone anche lontani segni magici.
Secolare è la tradizione di produzione casearia di quest’area, se si pensa che già nei monasteri da Camaldoli e La Verna se ne conoscevano i segreti. I pascoli naturali non mancano e le varietà di erbe che vi crescono non servono solo per fare ottimo formaggio (pecorino, ricotta e raveggiolo) o come pascolo per gli allevamenti di Chianina che si estendono fino a Sestino, o intorno ai monumentali altipiani del Sasso di Simone e del vicino Simoncello – ma vengono sapientemente raccolte anche dall’uomo, che le utilizza per la preparazione di gustose e corroboranti insalate di campo.
Aziende di fama internazionale hanno riscontrato ricchezze naturali in quest’area: sono queste erbe, le spezie e i loro derivati, il prodotto cardine dell’industria erboristico-farmaceutica.
La carne bovina di quest’area certo è fra le più note e gustose, ma non bisogna disdegnare la selvaggina che abita le folte foreste dei monti che circondano la Valtiberina Toscana (lepri, fagiani, cinghiali, caprioli, daini …). Così come una certa importanza è rivestita dalle castagne di Caprese Michelangelo, terra natìa di Michelangelo Buonarroti; da segnalare sono anche il fungo Prugnolo
(altro elemento magico che si presenta in radure e cresce sistematicamente nei cosiddetti “cerchi delle streghe”), che nasce soprattutto in un area particolare compresa fra Sestino e Pennabilli denominata Miratoio, e il tartufo. Nella Valtiberina Toscana si trova anche la medievale Anghiari, che ancora conserva la sua origine storica e si fa teatro di eventi legati all’enogastronomia. Da ricordare come simbolo dell’area è anche la figura del carbonaio: carbone e lignite hanno avuto in passato un ruolo fondamentale in questa zona, come combustibili per scaldarsi ma soprattutto come merce di scambio.