Il 30 Ottobre 1979 il Sagrantino ottiene il riconoscimento della DOC e il 5 Novembre 1992 il riconoscimento della DOCG, costituendo una tappa fondamentale per il futuro sviluppo culturale (è stato creato a Montefalco un Centro Nazionale di studi sui vini passiti d'Italia) sociale ed economico del territorio.
Per valorizzare la produzione del vitigno locale Sagrantino l'Istituto di Coltivazioni Arboree della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Milano con il Parco Tecnologico dell'Umbria sta svolgendo una ricerca articolata in due tematiche:
- Selezione clonale del Sagrantino
- Applicazione di moderne tecniche agronomiche nella gestione di nuovi impianti (ricerca della ottimale combinazione tra fittezza, portainnesto e forma di allevamento).
Una minima parte delle uve destinate a vino Montefalco Sagrantino sono per la produzione del Sagrantino Passito; la quantità maggiore è per il Sagrantino Secco che affina in legno 12 mesi e può entrare in commercio solo dopo 2 anni e mezzo dalla vendemmia. La temperatura di servizio è stimata perfetta intorno ai 18°-20° alc./vol. in abbinamento con arrosti, selvaggina e formaggi maturi.
Fanno parte della D.O.C.G. Montefalco Sagrantino anche i comuni di Bevagna, Giano nell’Umbria, Castel Ritaldi e Gualdo Cattaneo.