Lo dice il nome stesso: Rapolano sorge su frequenti e diffuse sorgenti di acqua sulfureo-bicarbonato-calcica meglio conosciuta come acqua termale (dal greco thermos = calore).
Ma ai romani era nota la località poiché erano soliti venire qui a rilassarsi e addirittura concludere affari, magari con personalità provenienti da colonie dell’Impero Romano fuori dall’Italia.
Rapolano è inserita appieno nella zona delle Crete, poco oltre il confine meridionale del Chianti, zona a cui è legata attraverso il fiume Berardenga, e poco più a nord della Val di Chiana e della Val d’Orcia; il paese è assiso su un rilievo nel mezzo della valle del fiume Ombrone, a soli 30 km da Siena.
È circondato dagli ormai ben noti colli delle Crete, sfruttati da centinaia di anni dai Senesi come terreno per coltivazioni a maggese. Fu per questa predisposizione naturale che i senesi istituirono le Grance (fabbricati con funzione di magazzino e granaio - derivazione francese).
Nel Medioevo, queste costruzioni erano di carattere rurale e situati nella proprietà di abbazie per la custodia dei prodotti agricoli. Originariamente le grance senesi riuniscono questi caratteri: dipendono dall’Ospedale di S. Maria della Scala di Siena e si compongono di fabbricati destinati ad accogliere le raccolte di un’estesa proprietà. Ma in terra di Siena esse aggiungono qualcosa di più specifico: sono dotate di importanti strutture fortificate.
Esse sorgono insomma sia per permettere la conservazione dei prodotti agricoli sia per vegliare a loro difesa contro le minacce militari. Apparati difensivi delle grance sono le torri, i granai e le mura.
Col tempo la destinazione dell’una o l’altra parte delle strutture difensive muta. All’interno del piccolo agglomerato rimane sempre un cortile, luogo di accesso comune ai/dai locali circostanti con funzioni agricole ed alle abitazioni.
Il paese di Serre di Rapolano, in alto sul colle (distinto da Rapolano Terme, che rimane in basso attorno appunto agli stabilimenti termali di S. Giovanni e dell’Antica Querciolaia) è un esempio"vivente" di ciò che erano le Grance. In estate il paese si"spegne" e dà vita ad una rievocazione storica con abitanti in costumi medievali, mercati per le strade del paese e torce accese appese alle mura di cinta e sulle pareti esterne delle case.
Un gabelliere attende i visitatori e propone lo scambio di moneta moderna con monete antiche (o quasi).
Curioso e divertente al tempo stesso è bere alle fonti del paese: avete mai bevuto acqua leggermente effervescente senza doverne stappare una bottiglia?