Ricerche della Sovrintendenza Archeologica della Toscana dal 1965 hanno fatto rinvenire reperti archeologici nel sito di Artimino molto importanti e risalenti all’epoca etrusca del VII secolo a.C. Sull’attuale villa (costruita e appartenuta ai Medici) chiamata "La Ferdinanda" si pensa risiedesse l’acropoli dell’insediamento etrusco. La fama del Carmignano si accompagna indubbiamente all’antica storia di questo comune. Nel suo aroma, nel suo gusto e nel suo profumo si nascondono tappe importanti dei primi insediamenti che ne caratterizzarono il territorio. Il ritrovamento di vasi di vino all’interno di alcune tombe etrusche e l’assegnazione da parte di Cesare ai sui veterani, tra il 50 e il 60 a.C. di talune terre tra l’Arno e l’Ombrone, coltivate fin da allora a vite, ci riporta molto indietro nel tempo. Nella pergamena di concessione della Chiesa ai Franchi delle terre intorno a Seano e Capezzana si leggeva "vineis, silvis et olivetis", vigne boschi e olivi dati in affitto in una forma antesignana della mezzadria. Tale grande vino da arrosto e cacciagione a lungo invecchiamento si era fatto davvero un buon nome tanto che nel 1716 il Granduca di Toscana, allora Cosimo III de’ Medici emise prima un decreto e poi un bando stabilendo precise leggi, e molto severe sulla coltivazione della vite e la produzione del vino di Carmignano – una sorta di Disciplinare di Produzione ante litteram. Il nome deriva dal legionario romano: Carminius. Dal 998 Carmignano appare anche nel documento scritto di conferma da Parte dell’Imperatore Ottone III di Sassonia al vescovo di Pistoia del possesso di quella terra; con essa figuravano anche Seano e Capezzana. Successivamente, dal 1125 inizia la storia del Bastione della Rocca, (Carmignano, Via di Castello – aperta il giovedì, sabato e domenica dalle 15 alle 19 – tel. Pro loco tel 055-8712468) contesa nell’eterna guerriglia fra Pistoiesi e Fiorentini, fino al 1138, anno in cui la stessa viene fortificata e vengono inviate truppe per difenderla dai fiorentini che così furono scoraggiati da ogni velleità di riconquista. Fu il periodo dei pratesi, ai quali interessava parimenti la Rocca, e nel 1154 tentarono un assalto con le masnade di Firenze; ma i castellani non si fecero cogliere impreparati e uniti all’esercito pistoiese capeggiato da Messer NESI RICCIARDI , catturarono tutti gli aggressori e li chiusero nelle celle della Rocca.
Nel 1325 con la sconfitta dei pistoiesi la storia della Rocca cambiò rotta. Si giunge al 1343 quando il territorio passò sotto la giurisdizione della Repubblica di Firenze. Pace e stabilità regnarono da allora in quel territorio. La famiglia Cremoncini, recentemente: nel 1820 ne ottenne la proprietà per un periodo di 30 anni. Nei primi del ‘900 la Rocca passò ai fratelli Petroni. Nel territorio da essa circoscritto si iniziò allora un attività di coltura di orti, viti e olivi. Il Commendator Bigagli ne divenne proprietario nel 1933. Nel 1990 infine la Rocca fu acquistata dal Comune di Carmignano.