Il Travertino - una "pietra miliare" italiana
Le crete senesi tra Rapolano e Asciano offrono alla vista degli abitanti come degli avventori, un panorama costituito, per la maggior parte, da calanchi, mattaione, crete e biancane, ma anche da fortificazioni naturali bianche e venate, su pozze azzurre opache: sono queste le cave di travertino. In Italia ed in molti paesi all'estero (quasi in tutto il mondo) si fa largo uso di questo marmo povero. Si pensi solo all'utilizzo per le vie di comunicazione.
Dal tempo del Sacro Romano Impero, infatti, questa bianca pietra calcarea era utilizzata (e lo e' tutt'oggi) per costruire i bordi dei marciapiedi e contornare aree (isole pedonali o aiuole) lungo le strade e anche per segnare i chilometraggi su pietra ai bordi delle vie di comunicazione (le famose pietre miliari, che sono state sostituite alla fine degli anni 80 da moderni cartelli di segnaletica verticale).
Ma il travertino utilizzato da sempre anche per l'arredamento e ogni tipologia, ogni colore naturale, ogni motivo (dato dalle venature naturali della pietra) ha un suo utilizzo (pietra di sostegno di tavoli, piani di cottura, piani lavabo, pareti, pavimenti, oggetti di decoro e soprammobili, addirittura piatti, bicchieri e altro per servizi da cucina ecc.); il travertino di Rapolano e dintorni piu' utilizzato per le pavimentazioni.
Non meno importante e' stato l'uso che se ne e' fatto nel corso dei secoli a fini artistici (chiese, fonti battesimali, altari, statue, facciate di palazzi signorili ecc.).
Asciano
Il "Giudicato" del 714 è la prima testimonianza documentata di Asciano. Asciano prima in ordine di tempo tra le antiche podesterie dello Stato Senese, già residenza, assieme a Montecalvoli, Monte Sante Marie e Chiusure, di un Vicario del Podesta' di Siena. Al tempo degli Etruschi e dei Romani viene chiamata Axianum (dall VII secolo a.C.).
Significative per una ricostruzione dalle origini precristiane di Asciano sono le documentazioni rilevate dai reperti della necropoli di Poggio Pinci e del Tumulo del Molinello.
In epoca Longobarda (568 - 774 d.C.) Asciano divenne una curtis regia. Nel Giudicato sono registrate le 19 chiese battesimali oggetto di contesa, fin dall'VIII secolo, tra Siena e Arezzo (S. Vito in Versuris, S. Giovanni in Ranfia e S. Polito in Sessiano).
Con l'avvento dei Comuni autonomi le condizioni sociali presero a mutare insieme all'economia e alla politica. L'autorit dei Cacciaconti, proprietari da sempre del Feudo d'Asciano, subi' un profondo declino. Si arrivo', con buona pace della Repubblica di Siena, al passaggio di Asciano dalla proprieta' Aretina a quella Senese.
Tra i personaggi illustri che ebbero natali in quest'area vi fu Il Beccafumi, celebre scultore e pittore del comunello di Cortine e battezzato nella cappella di Leonina nel 1487: delle sue opere s'adornano le cattedrali di Siena e di Pisa e numerosi palazzi e chiese senesi. Nel 1465 il comune di Asciano si reggeva con propri statuti.
Il 1555, ultimo anno di libertà della Repubblica di Siena, segna il passaggio di Asciano ai Medici di Firenze. Il comune rimase intatto fino, poi, al passaggio ai Lorena.
Dopo secoli che videro Asciano passare da centro della produzione agricola senese a ponte viario verso regioni piu' floride si penso' di ripristinare vie di comunicazione e ponti; l'11 Settembre del 1859 la cittadina fu raggiunta dalla ferrovia.
Nel 1860 la Toscana fu annessa al Regno d'Italia. Oggi Asciano conta piu' di 6000 abitanti.