Presentazione - Streetfood
E' un sito web di documentazione sul vasto panorama dei cibi poveri (o "di Strada") Italiani. Detti cibi riportano la memoria all'epoca in cui ancora in Italia le popolazioni migravano da un'area all'altra; quindi prima del loro stanziamento e organizzazione in comunità organizzate e del loro passaggio dall'uso del bivacco alla tavola con il comodo impiego di strumenti tecnologicamente avanzati (di era in era) per la preparazione e l'uso di posate per sminuzzare, raccogliere, infilzare, tagliare e portare il cibo alla bocca. Detti cibi possono di diritto essere considerati le forme antesignane della moderna arte culinaria e delle relative ricette enogastronomiche. Streetfood è quindi il
risultato di accurate ricerche prima su 4 aree centrali italiane (Toscana, Umbria, Marche e Romagna) per la tesi finale di un Master Universitario (Università di Siena - sede di Arezzo) poi su tutto il resto dello "stivale". Oggi Streetfood è anche Associazione culturale No-profit per la ricerca e promozione delle tradizioni culturali enogastronomiche e artigianali italiane sostenuta da giovani di ogni parte d'Italia. Il cibo di strada non deve diventare una moda ma è un mito e si tratta qui di riscoprirlo e gustarlo. E' una valida alternativa al fast food e il suo concorrente diretto.
Questo è un cibo di antichissima origine. È un impasto di patate con cipolla rosolata e formaggio (stagionato e grattato) dentro un grosso raviolo di pasta sfoglia (senza uovo) e cotti su una lastra di pietra refrattaria a diretto contatto con il fuoco. Si pensa che sia stato prodotto in forma primordiale dalle milizie, da popolazioni nomadi dedite forse alla pastorizia (prime forme di transumanza) che fino al periodo medievale (tra XI e XIII sec. d.C.) transitavano nell'area dell'Appennino Tosco-Romagnolo. Varianti esistono infatti nell'entroterra romagnolo. Allora le patate non erano arrivate in Italia e il ripieno consisteva in un semplice amalgama di erbette di campo colte in loco e formaggio pecorino di scorta per il viaggio.
Nella cucina moderna è facile pensare a un adattamento del tortello alla lastra prodotto in dimensioni ridotte e condito con burro e salvia o altri sughi più o meno leggeri (funghi, tartufi, pomodoro fresco, ragu di carne) . Questo è un piatto tipico casentinese.
Quello che viene preparato qui è opera di una cuoca di un noto ristorante di Papiano nell'Alto Casentino che conosce la cucina tradizionale locale e ha preparato i tortelli nelle due versioni citate.