La Storia
Una leggenda narra che Ruggero il Normanno, dopo l’anno Mille, preoccupato per la consorte Adelasia prostrata da una invincibile depressione, invitasse i casari del luogo a preparare un formaggio che avesse doti taumaturgiche.
Da qui sarebbe nata l'idea di aggiungere al latte di pecora una manciata di zafferano, spezia nota nell'antichità per le sue qualità antidepressive ed energizzanti.
La materia prima è il latte ovino, ma talvolta in estate viene aggiunto del latte bovino. Lavorazione: al latte appena munto, si aggiunge caglio di capretto o agnello. Dopo la coagulazione si cuoce con aggiunta di acqua calda a 60 gradi. Poi la massa viene spurgata per circa un'ora, dopo avere aggiunto pepe nero e zafferano selvatico. Quindi si reintroduce nel siero a raffreddare. Maturazione: matura in 3-7 giorni durante i quali le forme vengono salate leggermente.
Caratteristiche del prodotto finito:
altezza: cm 22-28;
diametro: cm. 35-40;
peso: Kg 6-12;
crosta: segmentata morbida;
pasta: compatta;
colore: giallognolo.
Area di produzione: comune di Enna. Periodo migliore per la produzione: da marzo a maggio.
Si pensa che il nome "Piacentinu", un prodotto caseario siciliano tradizionale dell’entroterra ennese derivi, con buona pace di molti dall’arabo QASR ‘YANNAH. Oltre a leggende e storie si approda a un etimologia del nome che tira in causa la linguistica; secondo alcuni "Piacentinu" è un nome dato per mettere in contrasto il sapore delicato e ricercato del formaggio (pasta dura cruda con grani di pepe e zafferano mescolato all’impasto) con i sapori forti e piccanti ai quali la Regione Sicilia in genere è abituata. Altri ancora credono che il nome sia una storpiatura di un nome primordiale che indica la lacrima che si forma nell’alveolo della pasta dove è posto il grano di pepe, quindi si dice che il formaggio è "Piangentinu" (che piange).
In sostanza il "Piacentinu" è un formaggio a pasta dura, cruda, derivato dal latte di pecora intero e crudo.
Esso viene ancora prodotto con tecniche tradizionali e utilizzando antichi utensili.
La cagliata viene fatta spurgare con le mani dopo essere stata posta in canestri di giunco che lasciano sulla superficie del formaggio una particolare modellatura.
Una buona forma di Piacentinu stagionato si ottiene dopo circa quattro mesi di stagionatura. La forma è cilindrica; la crosta è di colore giallo bruno, con la superficie rugosa per la modellatura lasciata dal canestro.
Il sapore è aromatico e gradevole.