Bon timpu e malu timpu non dura tuttu 'u timpu.
buon tempo e cattivo tempo non durano per sempre - (proverbio ennese) Il territorio.
In una terra baciata dal sole per nove mesi l’anno, ci ha sorpreso sapere che ci sia una zona (tralasciando ovviamente l’Etna) dove in inverno regni sovrana la nebbia, il ghiaccio e talvolta la neve. Vogliamo dunque parlarvi di una Sicilia diversa, meno conosciuta, ma molto affascinante.
La città di Enna, l’unica delle nove province siciliane non bagnata dal mare, offre ai suoi visitatori tesori d’arte, di cultura e di gastronomia senza pari. È famosa in tutto lo Stivale per essere il capoluogo di Provincia più alto d’Italia. Si erge su una rupe alta 1000 metri.
Già prima di arrivare, Enna, vista dal basso, si staglia nel cielo e subito salta agli occhi il Santuario rupestre di Demetra, la Cerere dei Romani, che nell’antichità era oggetto di culto da parte dei pellegrini provenienti da tutta l’Isola.
La storia di Enna è quella della Sicilia e di tutte le sue dominazioni, ma quella che più rappresenta la città è sicuramente quella aragonese, che ha lasciato importanti tesori, come il Castello di Lombardia, che rappresenta ancora oggi uno dei baluardi difensivi più importanti della Sicilia medievale; la Torre di Federico II, alta ben 24 metri e posta all'interno del parco pubblico e il Duomo, coacervo di stili architettonici e giustamente considerato una delle più belle chiese di tutta la Sicilia. Originario del XIV sec. è stato ristrutturato in età barocca, dopo un rovinoso incendio.
Chi fa una passeggiata ad Enna rimane rapito dal dedalo di viuzze dall’eleganza ed austerità delle chiese (su tutte citiamo, San Cataldo, San Tommaso e San Francesco), ma anche dalla dinamicità e dalla voglia di vivere della sua gente.
Quello che assolutamente non va perso è la partecipazione ai riti della settimana Santa, di chiara origine spagnola e soprattutto la processione del Venerdì Santo dove più di 3.000 fedeli incappucciati, riuniti in 13 confraternite, sfilano per le vie del centro storico creando un atmosfera sospesa nel tempo e nello spazio.
Gastronomia:
La cucina della provincia di Enna affonda le sue radici in un territorio che ha sempre avuto sostentamento dall’agricoltura e dalla pastorizia. Questo dunque fa si che tutte le sue specialità abbiamo come massimo comune denominatore le verdure, soprattutto quelle selvatiche, ed i formaggi. Innumerevoli sono i prodotti tipici della zona e proviamo per dovere di completezza a farne un breve ma esaustivo elenco.
Cominciamo dunque con la pesca settembrina (profumatissima) e la fava larga di Leonforte. Il Piacentino,formaggio a pasta semidura aromatizzato allo zafferano e al pepe nero, l’olio d’oliva di Barrafranca, i salumi del Mulinello, e le verdure selvatiche come il finocchietto, la cicoria, le biete ed i funghi, assai presenti grazie al clima umido dell’autunno.
I piatti tipici della zona sono la Frascatula, una sorta di polenta con erbe selvatiche, le zuppe di verdura o di legumi, le carni arrosto o in umido al pomodoro rigorosamente fatto in casa.
Per quanto riguarda il vino, a causa dell’altitudine, la zona non si presta ad una produzione vinicola di qualità, tuttavia nel territorio posto a metà fra Piazza Armerina e Caltagirone, un eccezionale microclima unito ai forti investimenti di imprenditori agricoli locali hanno fatto si che in questi anni venissero prodotti eccellenti vini che riscuotono premi e positive critiche da tutti i migliori esperti del settore.