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Sapori Profumi e Tesori di Sicilia.
Arancia di Sicilia
"Se devi prendere una pillola
che abbia le stesse proprietà di un’arancia
mangiati un’arancia!"
(Giordano, M., Siamo Fritti, Mondadori, 2004)
Si parla di Sicilia e non possono non venire alla mente le arance che rappresentano un elemento distintivo di quest’area.
Di sana…pianta
Tanto tempo fa al centro del Mediterraneo esistevano pesci in gran numero e mostri marini che difendevano il proprio territorio.Molti vulcani delle terre limitrofe eruttavano di continuo uno dietro l’altro. Se l’acqua non era un mondo sicuro la terra non lo era certamente di più. Un pezzo dell’attuale Italia si staccò e si crearono due isole. In una di queste, più vicina al centro del Mediterraneo trovarono riparo due mostri marini.
L’uomo, che lentamente arrivò ad abitare quei luoghi dette loro nome di Scilla(colei che dilania) e Cariddi(colei che risucchia).
Uno dei vulcani della primitiva terra ferma si trovava ora al limite tra quella e l’isola vicina: l’isola di Scilla. Questo vulcano cominciò ad eruttare come non aveva mai fatto prima, la terrà cominciò a tremare senza posa. La lava che fuoriuscì coprì le tane dei due mostri uccidendoli per stento. Alcuni millenni dopo, quando il tremore era cessato e la vita si fece più facile cominciarono a crescere le prime forme di vita intorno al vulcano chiamato Etna e sopra i monti di lava e terra che coprivano la tana di Scilla.
I primi fiori di quell’area erano bianchi e profumati, attaccati a degli alberi con dei bei frutti ora di colore dell’oro, ora di color rosso. L’uomo ne assaggiò uno, succoso, tenero, con succo color rosso tenue o rosso vivo e presto quel frutto fu eletto a loro alimento principe. Così l’arancia, divenne di diritto il frutto per eccellenza dell’isola di Scilla… o Sicilia.
Come si può dedurre da questo racconto, frutto della fantasia, nessun prodotto più della coltura delle arance ha reso famosa l’agricoltura della Sicilia. Una produzione che è entrata in modo radicale a far parte della tradizione dell’isola e a cui sono dedicate numerose feste e ricorrenze.
Per ulteriori approfondimenti sull'arancia di Sicilia rimandiamo al settore "Prodotti Tipici" dell'itinerario
La Sagra del Mandorlo in Fiore
Ogni anno, tra la prima e la seconda domenica di febbraio, Agrigento si pone al centro del mondo con la Sagra del Mandorlo in Fiore e l'annesso Festival Internazionale del Folklore.
Miti e tradizioni popolari si fondono in una grande manifestazione di respiro internazionale dove simbolicamente tutti i popoli della terra si uniscono in nome della pace per festeggiare l'arrivo anticipato della primavera che si manifesta, cosa più unica che rara, nel magico sbocciare dei fiori di mandorlo che rendono la Valle dei Templi di una suggestione a dir poco unica.
Originario dell'Asia centrale, il Mandorlo è tra la poche specie a fiorire in inverno ricoprendo pianure e colline di candidi petali.
Nel Val di Noto, tra le province di Siracusa e Ragusa, ha trovato il suo habitat ideale, producendo varietà di mandorle di tale pregio (Pizzuta, Fascionello, Romana) da diventare un marchio conosciuto in tutto il mondo, la "Mandorla di Avola".
Uso in cucina
Le mandorle sono un ingrediente molto utilizzato in diverse cucine tradizionali, sia nel dolce che nel salato.
Si raccolgono a mano in aprile e in maggio oppure a giugno-luglio e sono sono usate per confetti, biscotti, pasticcini, marzapane.
Sono inoltre ampiamente usate nell'industria cosmetica, che applica l'olio di mandorla come base per impacchi e creme.
Per ulteriori approfondimenti sulla Mandorla di Sicilia rimandiamo al settore "Prodotti Tipici" dell'itinerario
Lo Smeraldo dell'Etna: Il Pistacchio di Bronte
Bronte è una piccola cittadina ai piedi dell’Etna ed è l’unico posto, in Italia, dove si possono ammirare le piantagioni di pistacchi altrimenti reperibili tra Grecia e Turchia.
Una cooperativa che prende il suo nome dal colore del frutto in questione (verde smeraldo), gestisce i raccolti e la vendita in loco. L’esclusiva presenza del pistacchio a Bronte (soprattutto la sua sopravvivenza nei secoli) si pensa sia dovuta anche al particolare clima tra l’umidità del fiume Simeto e le ceneri fertilizzanti del "gigante" Etna.
Per ulteriori approfondimenti sul Pistacchio rimandiamo al settore "Prodotti Tipici" dell'itinerario
Il Fico D'India
La patria di origine di questa specie è il Messico; in Europa pare che sia stata portata dai Saraceni nell’anno 827 o da Cristoforo Colombo di ritorno dalle Americhe.
In Sicilia la presenza di questa specie si fa risalire al XVII secolo; nell’isola inizialmente veniva coltivata come specie ornamentale e successivamente come pianta da frutto.
La sua coltivazione in maniera intensiva e specializzata si fa risalire agli inizi degli anni 70 del secolo appena trascorso, data in cui si è diffusa, in particolare, nella zona etnea (S. Cono) e nell’area relativa al Comune di Santa Margherita Belice.
In passato serviva per sfamare i poveri e come alimento per alcune specie di animali, come i caprini; veniva fatto crescere lungo i confini per delimitare la proprietà e lungo le scarpate per evitare lo smottamento dei terreni.
Il ficodindia si è adattato nelle zone calde del bacino del Mediterraneo, dove cresce sia coltivato che spontaneo. Resiste alle temperature elevate ed alla siccità, cresce nei terreni poveri.
Fa parte della cultura agricola siciliana; è uno dei simboli più noti dell’isola e rappresenta un aspetto esotico di questa terra, diffuso nel paesaggio naturale allo stato spontaneo.
Si stima che in provincia di Agrigento la superficie interessata da questa specie è di 400 ha circa in coltura specializzata e 200 ha in coltura secondaria; tale superficie risulta concentrata prevalentemente in territorio di S.Margherita Belice e nei territori dei Comuni limitrofi, Menfi in particolare.
Oltre che per il consumo fresco, il frutto viene utilizzato per produrre gelati, dolci, succhi e liquori.
Per ulteriori approfondimenti sul Fico d'India rimandiamo al settore "Prodotti Tipici" dell'itinerario