Percorrendo la strada che dalla Valle Peligna porta a Scanno, si attraversa il profondo canyon che il fiume Sagittario ha scavato, con la millenaria azione erosiva delle sue acque, attraverso imponenti strati di rocce calcaree. Sono quello che resta dell’antico fondale marino, esteso in gran parte dell’Appennino centrale, dove, per circa 200 milioni di anni, tra Cenozoico e Mesozoico, si è avuta una quasi ininterrotta sedimentazione carbonatica.
Anversa degli Abruzzi si trova a 575 metri d’altezza, all’inizio delle gole del Sagittario. I primi insediamenti risalgono all’età del Bronzo, come dimostrano le necropoli rinvenute nella zona. Tra i monumenti più importanti, si segnalano: la chiesa della Madonna delle Grazie, del XVI secolo; la chiesa di San Marcello, con il portale gotico; il rudere del castello, edificato dai Normanni del XII secolo. Meritano una segnalazione: la frazione di Castrovalva, posta in posizione dominante sulle Gole; la riserva naturale “Gole del Sagittario”, oasi del Wwf con le sorgenti di Cavuto. Dal 2002 Anversa degli Abruzzi fa parte del Parco letterario “Gabriele D’Annunzio”.
Fino al secondo conflitto mondiale in paese si producevano terrecotte, laterizi, gesso. C’erano almeno 15 botteghe che vendevano pignatte, tegami, vasi ecc. Lungo il fiume, alle sorgenti di Cavuto, prima che fosse incanalato per produrre energia elettrica, c’era un’attività frenetica: oltre a una centralina elettrica che ha permesso al paese di avere, da subito, l’illuminazione pubblica e, ad alcune famiglie, l’acqua in casa, c’erano due mulini per i cereali, un mulino per il gesso (di ottima qualità, a presa istantanea), un mulino per il piombo (utilizzato per smaltare i recipienti di terracotta).
Tutte queste attività finirono con la costruzione della centrale elettrica: in cambio, almeno 30 famiglie del paese avevano un componente che lavorava nelle ferrovie, con relativo stipendio fisso. Questo andò a scapito dell’agricoltura e dell’artigianato. Dopo la guerra, l’emigrazione fu consistente, verso il Nord America, il Venezuela, la Svizzera, la Germania, la Francia.
Oggi molti anversani lavorano a Sulmona. In paese si vive di agriturismo, allevamento ovino, attività casearia, qualche esercizio commerciale e di ristorazione. Da alcuni anni è stato riaperto un laboratorio per la lavorazione della ceramica, tradizione e vanto del passato . Anversa degli Abruzzi è entrata a far parte del Club dei Borghi più belli d’Italia ed è fra i paesi che ha mantenuto a tutt’oggi strettamente connessa la sua economia all’allevamento, grazie ad un sapiente connubio tra il nuovo e l’antico si riescono ancora ad ottenere non solo prodotti caseari che riscuotono successi ovunque, ma anche manufatti artigianali in lana, grazie ad un progetto che ha riscosso fama e successo a livello internazionale www.adottaunapecora.it