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"L'Immenso Giardino dai contorni pittoreschi". Così è stato definito il Cilento da Lenomant nel suo libro "Atravers l'Apulie et Lucanie" .
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con i suoi 180 mila ettari di natura protetta, è inserito nella rete mondiale delle riserve di biosfera. Dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità persegue fra i suoi obbiettivi principali la conservazione della biodiversità, infatti molte piante e animali vivono sul territorio, alcuni ne sono specifici e lo caratterizzano. Il patrimonio floristico del parco conta circa 1.800 specie diverse di piante autoctone spontanee molte delle quali endemiche e/o rare. La più nota è la Primula di Palinuro simbolo del parco.
Sulle vette e sulle rupi montane sono frequenti L'Aquila Reale, la Coturnice, Il Falco Pellegrino e il Falco Lanario.
Uno sguardo più attento alla vita che si svolge nel Parco ci mostra che esso non è solo patrimonio dal punto di vista della ricchezza di flora e fauna, ma anche dal punto di vista culturale. Le sue ricchezze sono frutto del lavoro dell'uomo che nel corso dei secoli ha rimodellato e trasformato l'originario paesaggio naturale, attraverso le coltivazioni degli armenti, i terrazzamenti costruiti sulle colline per coltivare la vite, l'ulivo, il castagno, gli alberi da frutto, gli ortaggi e lasciando intatta la splendida e variegata macchia mediterranea. L'intervento dell'uomo si è fuso nel tempo, in un equilibrio armonico con lo scenario naturale.
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano racchiude 95 comuni, tutti nella provincia di Salerno. Ottanta di essi si trovano nell'area del Parco e 15 nelle aree contigue. Tutti i comuni del parco sono geolocalizzati. Molte strutture del parco come agriturismi, alberghi, B&B, ristoranti, sono geolocalizzati e raggiungibili con la navigazione satellitare.