Il vitigno bianco Moscato ha origini antichissime. È diffuso in tutte le regioni viticole sarde e si caratterizza per il suo aroma primario, detto appunto di moscato.
Il moscato era molto noto ai tempi dei romani che lo chiamavano "vitis apiana" cioè vite delle api, in quanto facilmente questi insetti vengono attirati dal suo dolcissimo sapore, ma, data la sua diffusione, potrebbe essere arrivato in Sardegna anche in epoca pre-romana.
In Sardegna è conosciuto anche con le voci dialettali "Muscadella", riportata dal Manca dell'Arca e "Muscadeddu" o "Muscau" dal Moris. Col vitigno Moscato coltivato in Sardegna si ottengono tre vini DOC, di cui due in provincia di Sassari, il Moscato di Cagliari, dolce naturale o liquoroso, il Moscato di Sorso Sennori, caratterizzato dall'essere un liquoroso dolce naturale, ed infine il Moscato di Sardegna Spumante, in cui si identifica la sottodenominazione "Tempio" o "Gallura".
Moscato di Sardegna Spumante: colore giallo paglierino brillante, odore delicato, aromatico caratteristico, sapore dolce, delicato, fruttato.
Vitigno principale:Moscato oltre 90%
Resa in uva 130 q/ha
Resa in vino 70%
Gradazione alcolica totale minima 11,5 % vol. e una gradazione massima di 14,5 % vol..
Zuccheri tra 50 e 95 g/l
Esiste con le sottodenominazioni: Gallura o Tempio Pausania.