Poppi è un luogo mitico ma reale nel panorama Toscano e Aretino dove ogni angolo racconta pagine di storia dagli Etruschi al Medioevo fino ai giorni nostri. "Puplium agri Clusentini caput..." diceva l'Architetto Aretino Giorgio Vasari (trad.: "Poppi è capitale del Casentino rurale") Il borgo medievale di Poppi vede primeggiare dall'alto il Castello dei Conti Guidi, in ottimo stato di conservazione e opera della celebre famiglia di architetti Di Cambio e “prototipo” di Palazzo Vecchio in Firenze. Al suo interno, la Biblioteca “Rilliana”, ricca di centinaia di manoscritti medievali e di incunaboli. Altro elemento di assoluto rilievo è la Cappella dei Conti con un ciclo di affreschi trecenteschi attribuiti a Taddeo Gaddi, allievo di Giotto. Scendendo dal castello si incontra la Propositura dei Santi Marco e Lorenzo (sec. XVIII) che ospita opere del Ligozzi e del Morandini. Davanti a questa, nella piazza principale, è visibile un raro esempio di “barocchetto toscano”, l’Oratorio della Madonna del Morbo (sec. XVII), edificio a pianta esagonale con cupola a squame. Proseguendo per il borgo maestro fiancheggiato da portici che permettono una visita al coperto in ogni tempo, si giunge alla antichissima Abbazia di San Fedele (sec. XI), ricca di notevoli opere d’arte tra le quali un crocifisso giottesco, dipinti del Ligozzi, Portelli, Davanzati, Morandini e Solosmeo. Infine, il Monastero delle Agostiniane (sec. XVI), che conserva pregevoli terrecotte robbiane. Del Comune di Poppi fanno parte la località turistica per eccellenza del Casentino: Badia Prataglia, uno dei punti d'accesso al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi più suggestivi. Inoltre nella giurisdizione si trova anche Camaldoli (www.camaldoli.it), il celebre complesso monastico di Camaldoli (sec. XI) è costituito da un eremo e da un monastero ed è posto alle falde della catena appenninica che divide la Romagna dalla vallata del Casentino in Toscana. Dopo aver fondato il Sacro Eremo, San Romualdo, capostipite dell’Ordine camaldolese, fondò più in basso una casa per accogliervi gli ospiti e i pellegrini. Sulla base di questo ospizio nacque poi l’attuale monastero che acquistò le attuali caratteristiche nel sec. XVI. Si tratta di una grande costruzione a due piani contenente al suo interno due chiostri, il refettorio, la foresteria e le celle dei monaci. La chiesa attuale, edificata sulle rovine di precedenti edifici sacri, risale al XVI secolo, fu ammodernata nel 1700 e conserva al suo interno – tra le altre – opere del Vasari. Di rilievo infine, l’Antica Farmacia del monastero, costruita nel 1543, arredata da splendidi armadi in noce e da antichi oggetti usati dai monaci per la preparazione di farmaci e balsami.