Non mancano importanti occasioni annuali di incontro, sia di carattere commerciale che culturale, come quelle offerte dalla “Mostra Internazionale dell’Oreficeria” e dal “Concorso Polifonico Internazionale – Guido d’Arezzo”. L’importante centro dell’entroterra toscano sorge su una collina e vanta origini antiche. Fu una delle maggiori lucumonie etrusche e poi nodo strategico del Sacro Romano Impero, crocevia di scambi commerciali e sede di pregevoli testimonianze del passato quali l’Anfiteatro, giunto fino ai nostri tempi in buone condizioni. Rinomate furono le sue fonderie e le fabbriche artistiche di vasi a vernice rossa (detti vasi corallini), la cui tecnica di costruzione si diffuse in tutto il mondo romano. Nel Medioevo Arezzo fu libero comune ove spesso prevalsero gli interessi di parte ghibellina, in antagonismo con la vicina Firenze, di consolidata tradizione guelfa. Numerose battaglie tra Monteaperti (SI), Pieve al Toppo (AR) ed altre importanti vedono i Ghibellini sempre vincitori fino al 1289 a Campaldino sotto Poppi (AR); la vittoria dei Guelfi sui Ghibellini in questa campagna (dove muore lo stesso vescovo di Arezzo Guglielmino Ubertini) aggiudica a Firenze e Siena il possesso di gran parte del territorio aretino. L’avvicendarsi dei vescovi Pietro Tarlati e il fratello Pier Saccone determina alti e bassi nella vita economica e sociale della città. Nello stesso 1384, con la Signoria dei Tarlati, nuovamente ceduta a Firenze, Arezzo perde, assieme all'indipendenza, gran parte della sua autonomia culturale ed artistica. Tra Medioevo e Rinascimento si ha ad Arezzo l’affidamento a Piero della Francesca degli affreschi del coro della chiesa di S. Francesco; dall’incarico, conferito nel 1453, nasce il celebre ciclo della Leggenda della Vera Croce, uno dei capolavori dell’arte italiana ed universale che ha registrato milioni di visitatori fino ad oggi. Il Cinquecento aretino è dominato dalla poliedrica figura di Giorgio Vasari (1511 – 1574), architetto, pittore, storiografo dell’arte, consigliere granducale e come tale arbitro della vita artistica toscana (vedi Palazzo Pitti a Firenze). Arte e stile architettonico Sulla città dominano la Cattedrale, il Palazzo Comunale e la Fortezza Medicea, dai quali verso il basso e fino alla cinta muraria si diramano le strade principali. La parte più elevata della città conserva uno spiccato aspetto medioevale. La Cattedrale sulla sommità del colle conserva al suo interno importanti opere d’arte, tra le quali la Maddalena di Piero della Francesca e le vetrate istoriate da Guillaume de Marcillat. Santa Maria della Pieve è la chiesa romanica più importante dell’aretino (XII sec.) e certamente la più caratteristica della città, dove sorse all’epoca del libero comune. Il suo campanile, detto “dalle cento buche” per le numerose bifore abbinate, è uno degli elementi emblematici di Arezzo, mentre la decorazione fastosa della facciata e dell’abside interpreta modi stilistici del romanico pisano-lucchese, temperato dalla severità dell’arioso interno. Una leggenda vuole che la testa del primo Vescovo: Donato – patrono della città – decapitato in prossimità del duomo rotolasse giù fino al punto in cui, oggi, sorge la pieve. Le spoglie del vescovo sono contenute in un’urna sull’altare maggiore del Duomo e il cranio sotto il pavimento dell’altare della Pieve. La tribuna della Pieve si eleva sulla Piazza Grande, nella quale si svolge (la terza domenica di giugno e la prima di settembre) la Giostra del Saracino (www.giostradelsaracino.arezzo.it) e dove, la prima domenica di ogni mese, ha luogo la rinomata Fiera Antiquaria (www.arezzofieraantiquaria.com). Considerata una vera e propria antologia di stili architettonici (dal romanico al gotico, dal rinascimentale al barocco), Piazza Grande è una delle più originali, organiche e pittoresche piazze d’Italia. Accanto alle case e alle torri medioevali e a quelle dei secoli successivi, nella Piazza sorgono il prezioso Palazzo della Fraternità dei Laici (XIV – XVI sec.) e il luminoso ed imponente Loggiato del Vasari (XVI sec.). La piazza come vari altri siti del centro storico sono stati il set del film premio oscar diretto e interpretato da Roberto Benigni “La vita è bella”. Nella Basilica di S. Francesco si possono ammirare gli straordinari affreschi che raffigurano la “Leggenda della Vera Croce” di Piero della Francesca, biturgense e figlio della terra aretina come Masaccio, Paolo Uccello, Luca Signorelli, Michelangelo, il Sansovino, Vasari e molti altri celebri artisti. Materiale di inestimabile valore artistico è conservato nel Museo Archeologico. Vi si possono ammirare pregevolissime raccolte numismatiche, di vasi greci ed etruschi, di bronzi e dei già menzionati “vasi corallini”, industria fiorita nel tardo periodo repubblicano e nel primo periodo imperiale romano. Nel Museo Statale d’Arte Medioevale e Moderna sono rappresentati i maggiori artisti aretini, da Margaritone a Spinello, a Bartolomeo della Gatta, al Signorelli, al Vasari, ai quali si affiancano eccellenti esempi di altre scuole italiane e straniere. Fra gli altri monumenti storici e religiosi della città ricordiamo la Chiesa di S. Domenico con uno stupendo Crocifisso di Cimabue, il Portico di S. Maria delle Grazie, primo portico del Rinascimento, progettato da Benedetto da Maiano e all’interno una Maestà in maiolica firmata Dalla Robbia. La Badia delle Sante Flora e Lucilla con eccezionali testimonianze pittoriche e le chiese rinascimentali di S. Maria in Gradi e della SS. Annunziata.
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