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In generale si dice Chianti e si intende praticamente tutta la Toscana, dalle province di Arezzo, Siena, Firenze, Pisa e Pistoia. L'intera area ha diverse sottodenominazioni sempre controllate e garantite (DOCG).
Chianti Colli orientali è un'accezione da noi attribuita a quell'area appunto orientata ad Est comprendente le province di Arezzo, Firenze e Siena.
Con il D.p.r. 9/8/1967 si riconobbe la DOC Chianti.
Nel 1984 viene approvato il disciplinare Docg Chianti e il DOCG Chianti Classico (Province di Firenze e Siena unite dalla via "Chiantigiana") con disciplinare autonomo dal 1996.
I primi documenti in cui si parla di Chianti per delimitare un certo territorio e il vino in esso prodotto risalgono al XIII secolo, e si riferiscono alla Lega del Chianti costituita a Firenze per regolare i rapporti amministrativi con i terzieri di Radda, Gaiole e Castellina (oggi nel Chianti Classico), produttori di un vino rosso a base di Sangiovese.
L'insegna della Lega del Chianti era un Gallo Nero in campo dorato, e questo simbolo è divenuto l'emblema del Consorzio del Vino Chianti Classico.
Il 24 settembre 1716 a Firenze il Granduca Cosimo III de' Medici emanò il Bando "Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano, e Val d'Arno di Sopra", nel quale venivano specificati i confini delle zone entro le quali potevano essere prodotti i vini citati (anticipazione del concetto di DOCG), ed un Decreto con il quale istituiva una Congregazione di vigilanza sulla produzione, la spedizione, il controllo contro le frodi ed il commercio dei vini (antesignano del Consorzio di Tutela). Successivamente Ferdinando III di Toscana suddivise il Granducato di Toscana in comunità e province; la provincia del Chianti era costituita dalle comunità di Radda, Gaiole e Castellina.
Nel 1932 il Governo italiano rende più vasta l'area produttiva del Chianti. Questo nuovo Chianti viene diviso in sette sottozone: Classico (con nuovi territori a sud e soprattutto a nord), Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colline Pisane, Colli Senesi, Montalbano e Rùfina. Nel 1967 si ebbe un ulteriore ampliamento che porta ai confini odierni. Nel 1996 viene costituita la sottozona Montespertoli in Provincia di Firenze.
Fino a tutto il 1700 per il vino della zona del Chianti si usava solo il vitigno sangiovese; dai primi dell'Ottocento si iniziò a mescolare varietà diverse di uve per migliorare la qualità del vino prodotto (uvaggio).
Si sperimentarono varie miscele, ma fu il Barone Bettino Ricasoli intorno al 1840 a divulgare la composizione da lui ritenuta più idonea per ottenere un vino poi ritenuto il vero vino Chianti ideale: 70% di Sangioveto (denominazione locale per il Sangiovese), 15% di Canaiolo, 15% di Malvasia; e l'applicazione della pratica del "governo" all'uso Toscano; tale formula, alla quale successivamente venne aggiunto anche un vitigno a bacca bianca, il Trebbiano, viene utilizzata ancora oggi . La maggior parte dei produttori utilizza oggi o solo sangiovese o sangiovese con l'aggiunta di piccole quantità di merlot e/o di cabernet sauvignon.
Uve
Sangiovese: minimo 75%;
Canaiolo nero: fino al 10%;
Trebbiano toscano e Malvasia del Chianti singolarmente o congiuntamente: fino al 10%.
Possono inoltre essere utilizzate per la produzione altre uve a bacca rossa raccomandate o autorizzate per la zona di produzione.
lenta rifermentazione del vino appena svinato con uve dei vitigni autorizzati leggermente appassite è la pratica enologica di "Governo" all'uso toscano.
Sottozone
Il disciplinare prevede le seguenti sottozone di denominazione per il "Colli orientali":
Classico (con disciplinare autonomo sin dal 1996)
Colli Aretini
Colli Fiorentini
Colli Senesi
Nell'area Nord occidentale del Chianti:
Colline Pisane
Montalbano
Montespertoli
Rùfina
e due tipologie, Riserva e Superiore.
Il vino Chianti, se sottoposto ad un invecchiamento di almeno due anni, di cui almeno tre mesi di affinamento in bottiglia, può aver diritto alla qualifica Riserva purché, all'atto dell'immissione al consumo, abbia un titolo alcolometrico volumico totale minimo del 12%.
I vini Chianti prodotti nelle sottozone Colli Aretini, Colli Senesi', Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli per aver diritto alla qualifica Riserva, dovranno essere sottoposti ad un invecchiamento di almeno due anni, di cui almeno tre mesi di affinamento in bottiglia, e dovranno avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo del 12,5%.