La 'Porchetta di Monte San Savino' è diventata una sorta di marchio di fabbrica, un prodotto principe per gli estimatori di questo squisito prodotto della gastronomica locale, ancora un esempio di cibo che 'narra' del proprio territorio. Secondo www.streetfood.it anche la porchetta rientra a pieno diritto, tra i mangiari di strada. Pur con legittimo dubbio dei vari cultori del cibo di strada si deve riconoscere che si possono contemplare 'Mangiari di Strada' e 'Cucina di Strada'. Per fare un esempio, dal dopoguerra al boom degli anni '60 per le vie di Arezzo esistevano ballotte e caldarroste (castagne) cotte e servite per strada, così come a Firenze tutt'oggi esistono chioschi di lampredottai che cucinano e servono panini con lampredotto; questi Cibi di Strada rientrano pure nella categoria Cucina di Strada. Per contro, cibi come la 'vera' piadina romagnola ' stesa a mano e cotta di rigore nella teglia di argilla sul focolare ' o la torta al testo umbra assieme alla qui menzionata Porchetta rientrano tra 'semplici' Cibi di Strada. Nello specifico la porchetta ha infatti bisogno di particolari forni e laboratori spaziosi per la sua preparazione, condimento e cottura; poi, opportunamente tagliata viene servita presso i chioschi o i furgoni-ristorante oltre che nelle macellerie del centro.