IL CIBO DI STRADA ITALIANO - AD AREZZO
Nel novembre 2006 dopo una ricerca sui cibi poveri o di strada italiani svolta nel 2004 sulle regioni centrali e allargata poi a tutto lo "stivale", Massimiliano Ricciarini autore di quella tesi realizzò un sito web dedicato ai cibi di strada. Proprio ad Arezzo, città natale di Massimiliano, fu girato uno speciale per il secondo canale tv Rai nel rotocalco di enogastronomia "Eat parade" curato dal giornalistaBruno Gambacorta.
Quei cibi poveri oggi chiamati "di strada" per convenienza e convenzione, ad Arezzo stanno scomparendo. Mentre in città come Firenze, Roma, Palermo o aree come il Salento (Puglia) ancora resistono certe leccornìe "da passeggio" resistono (Lampredotto, Gnummeredd, Suppli etc...).
Ad Arezzo anche per l'esodo di gente verso quelle grandi città, sono scomparsi veri e propri personaggi che all'angolo di una strada, o lungo lo "struscio" nelle vie centrali o nelle piazze vendevano migliaccio, baldino, semi salati, olive dolci.
Oggi rimane la memoria di quei personaggi e passando per certe vie di Arezzo con un vecchio libro di foto si riconosce il chiosco di gelati fuori porta S.Spirito, la caldarrostaia in Piazza Grande o in via Borg'unto.
L'Associazione Streetfood si prefigge anche di riportare certe tradizioni ormai estinte.