E’ dal 1447, anno in cui Alfonso I d’Aragona istituì i Regi Tratturi (grandi vie di trasferimento delle greggi dall’Abruzzo montano allo sterminato Tavoliere di Puglia), che la regione Abruzzo ha fondato la sua cultura e la ricchezza di importantissimi centri montani sull’allevamento delle pecore. Uno dei percorsi di maggior rilievo è il Tratturo Pescasseroli Candela, sicuramente il più montano, degli oltre 3000 km che caratterizzano la rete tratturale, che non solo ha permesso lo sviluppo di una vera “Civiltà pastorale”, ma ha sicuramente contribuito alla salvaguardia dell’Orso Bruno Marsicano e del mitico Lupo Appenninico. Il declino di questo straordinario modello economico della pastorizia transumante, fu decretato dall’aver reso irriguo il Tavoliere delle Puglie ed oggi, l’economia di questi luoghi, incentrata sul turismo perlopiù naturalistico nella “capitale” del Parco Nazionale d’Abruzzo, è comunque fortemente incentrato sulla possibilità di trovare prodotti e sapori veramente unici oltre ad esperienze ancora fortemente connotate dal ritmo pacato dell’allevamento estensivo.