Questo sembra essere un antico salume le cui origini risalirebbero ad un documento del 1570.
Si ricava dallla materia grassa dei suini, di peso non inferiore ai 160 kg il cui allevamento è permesso, oltre che in Valle d'Aosta, anche in Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto.
Sono due caratteristiche fondamentali da considerare nella produzione di questo salume: l'alimentazione degli animali (da escludere mangimi integrati a favore di castagne e soli ortaggi e il rigore nell'uso degli ingredienti per la stagionatura del lardo stesso, per la quale sono utilizzati aromi locali e spezie (aglio, rosmarino, alloro, chiodi di garofano, cannella, ginepro, salvia, noce moscata e achillea.
Una volta tagliato, il lardo viene inserito in un recipiente apposito, il "doil", fabbricato in passato dagli artigiani in legno di castagno, oggi sostituito da acciaio o materiale plastico per alimenti. Si ricopre con la miscela di spezie e si aggiunge poi una salamoia fatta con acqua, sale grosso e ancora parte delle spezie. Il tutto rimane chiuso a stagionare per almeno tre mesi. Se invece si decide per una stagionatura lunga, la salamoia viene sostituita da vino bianco. Il gusto finale dovrà risultare delicato ma ben profumato dalle spezie impiegate.