La Valle d'Aosta, per la sua conformazione in unica vallata di origine glaciale con varie vette molto alte 8Gran Paradiso e Monte Rosa) fra cui la più alta è il Monte Bianco con i suoi 4810 mt, delimitata da due costoni attraversati dalla Dora Baltea lungo la Val Tournenche e quindi per la limitata estensione territoriale (3264 km quadrati) è produttrice di un'unica Denominazione d'Origine "Valle d'Aosta". La sua vicinanza al confine con Svizzera e Francia ha permesso un doppio idioma linguistico. Per questo la denominazione risulta tradotta anche in francese come Appellation d'Origine Controlée (AOC) "Vallée d'Aoste".
Anticamente, ai tempi della popolazione dei Salassi (tribù franco-ligure) che l'abità per prima le condizioni climatiche risultavano più favorevoli delle attuali. I legionari romani che conquistarono la valle nel 25 a.C. trovarono una riserva di ottimo vino nelle cantine degli sconfitti.
La tradizione vinicola si trasmise anche nei secoli a venire ai residenti nel territorio fino al 1550 quando Leandro Alberti nel suo "Descrittione di tutta Italia" elogia tra gli altri vini un soave Moscatello locale.
Successivamente si evidenziarono le qualità dei vini come Chambave, Nus, Donnas, Morgex e Arvier. Il disastro lo compì alla metà dell'800 il dilagare della Fillossera salvando quelle viti in terreni sabbiosi o sopra i 1.000 metri. Tra i vitigni perduti per sempre c'è lantico "Muscatel de Saint-Denis".
La zona di Produzione della DOC (AOC) Valle d'Aosta comprende i terreni compresi tra Pont Saint Martin e Donnas fino ad Avise tranne che per le sottodenominazioni specifiche sottostanti. Blanc de Morgex et de la Salle, Enfer d'Arvier, Torrette, Nus, Chambave, Arnad-Montjovet, Donnas.